Pescara, in via De Gasperi nasce il comitato anti senegalesi

I residenti pronti alla protesta per bloccare il piano di trasferimento del mercato dalla stazione centrale. L’ordinanza di sfratto di agosto resta ancora inattuata
PESCARA. I cittadini di via De Gasperi si preparano a dare battaglia contro il mercato dei senegalesi. Alcuni residenti stanno costituendo in proposito un comitato di protesta, pronto a bloccare il progetto del Comune che prevede il trasloco delle bancarelle dalla stazione centrale in un’area abbandonata in via De Gasperi.
«Non siamo disposti», dicono alcuni residenti che intendono rimanere anonimi, «ad accettare questa soluzione per tre buoni motivi. Il primo, riguarda le nostre abitazioni che perderanno sicuramente valore una volta posizionato il mercato dei senegalesi nella nostra strada». «Poi, l’igiene e il decoro», proseguono i residenti, «sicuramente il mercatino porterà degrado e sporcizia. Terzo motivo, la sicurezza. La nostra strada non sarà più tranquilla e sicura, soprattutto di notte».
Per questo, i residenti chiedono all’amministrazione comunale un immediato ripensamento, in caso contrario hanno già detto di essere pronti ad incatenarsi. «Ci sono tanti posti dove collocare il mercato dei senegalesi», osservano, «ad esempio, intorno allo stadio ci sono diverse aree libere». I cittadini di via De Gasperi, tuttavia, ci tengono a far presente che la loro battaglia non è contro i senegalesi, ma contro il mercato. «Se i commercianti fossero italiani, agiremmo nello stesso modo», avvertono.
Insomma, la soluzione trovata dal Comune per far traslocare i trecento senegalesi dalla stazione centrale rischia di bloccarsi di fronte alle proteste dei cittadini. Tra l’altro, all’interno della stessa amministrazione comunale sarebbero emersi diversi dubbi sulla scelta di quell’area di via De Gasperi di fronte alla sede della curia vescovile. In quel terreno, secondo i calcoli dei tecnici, troverebbero posto solo un’ottantina di commercianti senegalesi, ossia appena un quarto di quelli presenti ora accanto alla stazione centrale. E gli altri dove andranno?
Fatto sta che l’ordinanza, firmata dal sindaco Marco Alessandrini il primo agosto scorso, non è stata ancora attuata. E pensare che il primo cittadino in quel provvedimento ordinava «l’immediato allontanamento di tutti i soggetti individuati nell’atto di occupare abusivamente l’area situata a ridosso della massicciata ferroviaria adiacente alla stazione». Nonché, «la contestuale bonifica del sito, previa rimozione di strutture o cose ivi rinvenute, che non siano oggetto di sequestro amministrativo o penale, in conseguenza dell’avvenuto accertamento di illeciti».
Lo sgombero forzato di quell’area sarebbe dovuto scattare l’11 agosto scorso, ma le proteste di Sel e di Rifondazione comunista hanno bloccato all’ultimo momento l’operazione già concordata con le forze dell’ordine, provenienti anche da fuori regione. La stessa Rifondazione aveva chiesto al sindaco di revocare quell’ordinanza, ma la revoca non è stata mai emanata. Per questo motivo, il provvedimento di sgombero dei senegalesi continua a rimanere in vigore. Ma l’amministrazione comunale ha deciso, insieme ai sindacati e alle associazioni di categoria, di far liberare l’area contando sulla collaborazione dei commercianti senegalesi. Commercianti disposti a lasciare la stazione solo per spostarsi in un’altra area centrale della città.
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