Pescara: l'ultimo abbraccio alla piccola grande suor Olga

18 Febbraio 2018

Il ricordo di monsignor Valentinetti, delle religiose e di don Nicola Ielo: «La sua presenza a Pescara ha arricchito la diocesi»

PESCARA. È stato un addio dolce e affettuoso quello a suor Olga Pignatelli, la religiosa comboniana che ha trascorso una parte della sua vita in Africa e, una volta rientrata a Pescara, ha fondato la mensa della Caritas con don Nicola Ielo.

Pescara, morta a 106 anni suor Olga Pignatelli

Aveva 106 anni e ha lasciato un segno indelebile, come hanno ricordato ieri, durante i funerali, l’arcivescovo Tommaso Valentinetti, la madre superiore della suore comboniane e don Nicola Ielo.
Ne hanno parlato come di «una piccola grande donna del Vangelo», che si è fatta notare per il suo «carattere forte e la spiritualità importante». Era una donna «di fuoco e dalle grandi capacità intellettive» sempre «amante della parola di Dio, attiva e ricca di iniziative e proposte». E hanno ricordato il lungo cammino compiuto nella sua «amata Africa», dove si sentiva «a casa», ma anche il lavoro portato avanti a Pescara, dove era «rinata» subito dopo l’apertura della mensa Caritas, dove svolgeva servizio. Lì ha «ricavato un pezzo della sua Africa» perché accoglieva le persone di quella terra e «dava tutta se stessa per assicurare loro qualcosa da mangiare, un consiglio, e farli sentire in un ambiente accogliente». La sua presenza ha «arricchito la diocesi», ha detto chi l’ha conosciuta, e per questo dal pulpito è partito un «grande grazie» a suo Olga, seguito da un applauso.


Tutti coloro che hanno avuto a che fare con lei sanno che sentiranno la sua mancanza ma Valentinetti è certo che «questo non è un addio, bensì un arrivederci» e che ora «suor Olga è in Paradiso, dove le hanno aperto le porte i poveri che ha servito con dedizione e amore».
Per esaudire un desiderio espresso dalla comboniana i paramenti liturgici erano bianchi, durante la cerimonia funebre nella chiesa del Cuore Immacolato.
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