Pescara, multa al questore: sanzione annullata anche al terzo vigile

4 Marzo 2017

Volpe, Di Sabatino e Antonicelli erano stati sospesi a causa delle dichiarazioni rilasciate al programma "Le Iene". Con l'ennesima sentenza del giudice del lavoro, ora il Comune dovrà risarcire anche gli interessi sulle somme trattenute e le spese legali

PESCARA. Dopo quello del vigile Angelo Volpe, il Giudice del lavoro del Tribunale di Pescara, con la sentenza numero 164/17, ha accolto il ricorso contro una sanzione disciplinare comminata dall'amministrazione comunale nei confronti di uno degli agenti della Polizia municipale coinvolti nella vicenda della "multa fantasma", relativa al mancato pagamento di una multa per divieto di sosta da parte dell'allora questore di Pescara Paolo Passamonti, al quale era stato restituito il veicolo rimosso dal carro attrezzi. Ne dà notizia il coordinamento provinciale del Coordinamento sindacale autonomo (Csa) esprimendo «grande soddisfazione».

[[(standard.Article) Pugno duro sui vigili intervistati dalle “Iene”

Tre gli agenti che erano stati sottoposti a sanzione disciplinare per le dichiarazioni rilasciate al programma televisivo "Le Iene": Angelo Volpe, Claudio Di Sabatino e Donato Antonicelli. La sentenza fa seguito a due simili pronunciate dallo stesso Tribunale in relazione ad altri due vigili sottoposti a provvedimento disciplinare (9 e 12 giorni di sospensione) perché ritenuti responsabili di danni all'immagine dell'amministrazione comunale con le dichiarazioni rilasciate. La sentenza condanna il Comune a risarcire, con gli interessi, le retribuzioni ingiustamente trattenute, oltre al pagamento delle spese di giudizio. Tanto che il sindacato si chiede «perché si continua a sperperare risorse pubbliche, sottraendole ad usi che portano beneficio alla cittadinanza e magari redimere eventuali contrasti usando il buon senso». «Questo sindacato - recita la nota - ritenendo ingiuste le accuse mosse nei confronti dei tre vigili, ha subito attivato le iniziative atte alla loro tutela e, in sede di contraddittorio davanti alla Commissione disciplinare, unitamente ai legali, ha riaffermato la loro correttezza comportamentale. Nonostante in quella sede sia stata ampiamente dimostrata l'insussistenza delle accuse imputate, si è voluto procedere a comminare una pesante sanzione disciplinare arrecando danni economici e morali ai soggetti e alle loro famiglie».