Pescara, niente controlli in municipio: via vai di intrusi e venditori

24 Ottobre 2014

Spariti i tornelli, addetti alla vigilanza trasformati in portieri Ma l’ente continua a spendere per la reception 83mila euro

PESCARA. Venditori ambulanti, visitatori indesiderati, persone poco raccomandabili. Da quattro mesi a questa parte il Comune è di diventato un porto di mare, dove può entrare chiunque. I sistemi di controllo che l’ex sindaco di centrodestra Luigi Albore Mascia aveva adottato per garantire la sicurezza dei lavoratori dell’ente e della sua amministrazione non esistono più. Appena si è insediato il suo successore Marco Alessandrini, nel giugno scorso, la prima cosa che ha fatto è stata quella di aprire i tornelli dei tre ingressi del palazzo principale del Comune e dell’ex Inps. Da allora tutti possono entrare. E non è finita qui, perché anche il servizio di vigilanza, affidato a una ditta specializzata, la Community service, di Quarto (Napoli), si è di fatto trasformato in un portierato con gli addetti che hanno solo il compito di dare informazioni ai visitatori. Questo servizio, in scadenza il prossimo il 17 novembre prossimo, è stato rinnovato, ma per un solo anno.

Questa trasformazione, tuttavia, non è stata indolore. Sono sempre di più i dipendenti che si lamentano per la presenza di visitatori indesiderati. E c’è chi comincia a temere aggressioni. In passato, del resto, episodi drammatici non sono mancati. Tutti ricordano ancora l’aggressione all’allora segretaria dell’ex sindaco Carlo Pace da parte di uno squilibrato armato di pistola. Poi, le lettere minatorie ricevute dall’ex primo cittadino Luigi Albore Mascia. Senza contare i vari tentativi di suicidio in municipio messi in atto da persone disperate. L’installazione dei tornelli, costata 50mila euro alla precedente amministrazione, più l’avvio di un servizio di vigilanza, per una spesa di circa 80mila euro all’anno, avevano ridotto drasticamente episodi del genere.

Adesso il problema sicurezza in Comune sembra ripresentarsi. Alcuni testimoni, che preferiscono rimanere anonimi, raccontano di continue incursioni di venditori ambulanti negli uffici dell’ente. Inoltre, qualche giorno fa, un uomo di colore si sarebbe presentato in un ufficio con un fare minaccioso spaventando gli impiegati.

Ma l’amministrazione Alessandrini non sembra intenzionata a tornare sui suoi passi. Ha deciso di mantenere aperti i varchi elettronici situati ai tre ingressi dei palazzi comunali «al fine di eliminare», è questa la giustificazione, «qualsiasi elemento volto a creare una distanza tra il cittadino e gli organi di governo della città».

Così gli addetti alla vigilanza, tre fissi e un part time, hanno dovuto cambiare tipo di incarico, loro malgrado. Non più controlli di chi entra ed esce dal municipio, ma un servizio di reception «per fornire all’utente accoglienza», spiega un documento dell’ente, «attraverso il rilascio di tutte le informazioni utili a raggiungere gli uffici desiderati».

Questo servizio, rinnovato per un solo anno dalla giunta, costa all’amministrazione comunale 83.814 euro. Ma il contratto con la ditta Community è stato rinegoziato, applicando una riduzione del 5 per cento della spesa a carico dell’ente. Riduzione che ha avuto immediato effetto sulle buste paga degli ex addetti alla vigilanza, diventati di fatto portieri. Adesso ognuno percepisce uno stipendio non superiore ai 600 euro al mese.

©RIPRODUZIONE RISERVATA