Pescara, papà Teodoro chiede 250mila euro ai grillini per le offese alla figlia

Sabatini (M5s) trascinata in giudizio per aver espresso critiche dure in consiglio comunale sulla nomina dell’assessore Veronica Teodoro. In assise, scontro su cimiteri e testamento biologico
PESCARA. Il Movimento 5 Stelle chiese al Comune di Pescara le dimissioni dell'assessore Veronica Teodoro, figlia di Gianni, politico pescarese di lungo corso, perché «nominata per meriti di famiglia e senza competizione elettorale». Ora Gianni, attualmente consigliere provinciale, chiede al capogruppo grillino in Comune, Enrica Sabatini, un risarcimento di 250 mila euro per aver esposto il «cavaliere, stimato rispettato ed apprezzato uomo politico ed onesto amministratore al pubblico ludibrio della sua immagine».
A riferire della richiesta di risarcimento in Consiglio comunale è stata la stessa Sabatini che, rivolgendosi al sindaco, Marco Alessandrini, ha parlato di un «salto generazionale della 'Dinasty nostranà» dei Teodoro, che il primo cittadino avrebbe «avallato prostrandosi alle logiche di partito» e consentendo l'entrata in Giunta di Veronica - la quale all'epoca della nomina nel 2014 aveva 19 anni - persona «che non conosceva, ma che le era stata segnalata dal papà e dallo zio», quest'ultimo consigliere comunale.
«In Consiglio comunale - aggiunge la capogruppo M5s - parlai di 'familismo amoralè e queste due parole hanno profondamente turbato il cavaliere, che si è prontamente sostituito alla figlia, non sarebbe la prima volta, e pur non essendo protagonista del gioco politico di questo consiglio comunale mi ha chiesto il risarcimento record. Non sto qui a spiegare il significato semantico, giuridico, etico e filosofico della parola "amorale". Trovo singolare, e forse persino immorale - osserva la consigliera grillina - che debba finire sulla carta bollata e impegnare giudici e avvocati»
Il consiglio. Polemiche e caos su più fronti, in Consiglio comunale a Pescara. L'aula doveva votare la delibera sul project financing per l'ampliamento del cimitero dei Colli e il centrodestra è tornato a protestare esponendo uno striscione con scritto «Morire a Pescara è un lusso. Adesso basta!». La maggioranza di centrosinistra, inoltre, si è spaccata sulla mozione sul testamento biologico presentata da Sel, che è stata bocciata 13 a 12. Per quanto riguarda le gestione del cimitero, secondo il centrodestra bisogna «cambiare l'impostazione delle tariffe, che sono molto elevate» e modificare il principio secondo il quale il Comune riacquista a prezzo di vendita i loculi invenduti.
Sul tema Forza Italia, Nuovo Centrodestra e Pescara Futura hanno presentato 350 emendamenti. Lo striscione esposto per protesta è stato subito rimosso dalla Polizia municipale su richiesta del presidente del Consiglio, Antonio Blasioli. Polemiche anche per la mozione presentata da Sel riguardante l'istituzione del registro delle Dichiarazioni anticipate di Trattamento Sanitario, meglio conosciuto come registro del "Testamento biologico". In fase di voto la maggioranza si è spaccata, non senza polemiche da parte di alcuni consiglieri, e il provvedimento è stato respinto.
«Evidentemente - commenta la capogruppo di Sel, Daniela Santroni - alcuni esponenti di questa maggioranza ritengono che garantire le libertà individuali non debba essere nelle corde di uno Stato moderno e laico, ma che invece sia necessario imporre a tutti i cittadini la propria visione etica e morale. Oggi da questo Comune arriva un segnale molto negativo e di controtendenza. Sel continuerà in maniera coerente e intransigente a portare avanti la sua campagna».


