Pescara. Per i funerali di Gabriele raduno di moto in piazza

Il rombo dei motori all’uscita dalla chiesa, tra i presenti anche il campione Di Persio. Il monito del parroco ai giovani: «Divertitevi, ma sempre con prudenza e rispetto»
MONTESILVANO
Il rombo dei motori a inizio cerimonia e subito dopo: è l’unico rumore assordante di un addio sobrio, ma particolarmente sentito. Gabriele Falcone, 18 anni compiuti due mesi fa, non c’è più. In sella alla sua amata moto (regalo del suo ultimo compleanno) è stato travolto da un’auto dopo la curva del ponte Filomena Delli Castelli, al confine tra Città Sant’Angelo e Montesilvano. È morto sul colpo.
«In realtà Gabriele rimane nei ricordi di tutti coloro che al momento non riescono ad accettare la sua prematura scomparsa. Ora stiamo celebrando il suo passaggio». A ribadirlo, durante l’omelia, è don Pierluigi Pistone, parroco della chiesa Sant’Antonio di Padova, a Montesilvano. È qui che ieri pomeriggio si sono tenuti i funerali del ragazzo. Ed è esattamente qui che, con le lacrime agli occhi e il cuore spezzato, sono arrivati tutti i suoi amici: i compagni di scuola dell’istituto Acerbo, gli appassionati di motori come lui e il pilota motociclistico Alessandro Di Persio (Campione del Mondo della Yamaha bLU cRU R3 World Cup al Motorland Aragón, nel 2025). «Sono qui per il mio amico Gabriele», confessa sottovoce.
Il gruppo Wild Willy Motoclub ha scortato il carro funebre. L’arrivo degli amici in moto in piazza Guglielmo Marconi scandisce il tempo della cerimonia sia all’inizio che alla fine. E poi, al momento dell’ultima preghiera, quando tutti sono fuori, partono anche i fumogeni colorati.
I genitori Edoardo e Graziella hanno preferito evitare i saluti corali. Ma le parole di Don Pierluigi rimbombano in chiesa e scuotono gli animi di tutti, soprattutto quando associa al suo messaggio l’immagine di un’imbarcazione che si allontana gradualmente: «Vedete, l’esperienza della resurrezione è l’unica vera consolazione per chi resta. Stiamo celebrando un passaggio. Ricordate Gabriele per quello che è stato, per cosa vi ha lasciato. Sapete, la morte di una persona a noi cara può essere paragonata alla partenza di una nave: quando parte, si allontana pian piano dalla banchina e a un certo non c’è. Ma in realtà questo non è vero: non si vede più all’orizzonte, si trova in un punto lontano, ma ha proseguito il suo viaggio, è andata avanti. Gabriele in questo momento sta continuando a camminare». E rivolgendosi ai genitori del ragazzo dice ancora: «Non arrendetevi. Ecco la resurrezione. Gabriele sta andando avanti, ma si è allontanato troppo in fretta».
Poi Don Pierluigi lancia un appello ai ragazzi: «Siete tanti. State dimostrando il vostro amore per Gabriele. Siate sempre prudenti e rispettosi, perché il divertimento senza prudenza non è divertimento, ma follia. Usate la testa, siate giovani intelligenti. Imparate a divertivi in modo giusto e sano».
I canti in chiesa provano ad alleviare il dolore. Tra i presenti anche il vicesindaco Alessandro Pompei e il presidente dell’associazione Carrozzine Determinate Claudio Ferrante. Non ci sono interventi, in linea con la riservatezza richiesta dalla famiglia del ragazzo.
Al termine della Santa Messa, nel piazzale antistante la chiesa, il silenzio viene interrotto nuovamente dal rombo dei motori, i cui effetti sonori sovrastano i singhiozzi e impongono nuove riflessioni.
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