Pescara, quando la platessa diventa cernia: tre denunce per frode in commercio

9 Giugno 2017

Controlli dei Nas sulla filiera del pesce: sequestrati filetti di specie economica venduti come prodotto pregiato. Nei guai un commerciante e i due amministratori della ditta fornitrice

PESCARA. Una frode commerciale nel settore ittico è stata scoperta dai carabinieri del Nucleo antisofisticazione e salute (Nas) di Pescara. È il risultato di una campagna di campionamento di pesce fresco e surgelato condotta dai militari pescaresi lungo i diversi step della filiera del pesce. Le analisi di tipizzazione della specie, svolte dall'Istituto Zooprofilatico Sperimentale di Teramo, hanno rivelato che, quello che veniva commercializzato come filetto di cernia, in realtà apparteneva a una specie ittica diversa, di valore economico e pregio organolettico nettamente inferiore, come l'eglefino, il pangasio e la platessa. Il sequestro di diversi chilogrammi del pesce, su cui erano ricaduti i sospetti agli occhi dei carabinieri del Nas, ha consentito di delineare i profili di responsabilità penale a carico del titolare dell'attività commerciale pescarese, dove effettivamente è stato eseguito il campione e dei due amministratori della società di import & export responsabile dell'importazione e commercializzazione del pesce sul territorio nazionale. Quello perseguito dai carabinieri del Nas è uno dei casi più frequenti di frode commerciale del settore ittico, ovvero la vendita di pesce, in genere sfilettato o in tranci, appartenente a specie di qualità inferiore rispetto a quella dichiarata. Un altro esempio di frode commerciale è quello relativo alla diversità di origine, ossia quando il prodotto ittico viene venduto o presentato come fresco, ma, in realtà, è di origine congelata o surgelata. Oltre alle frodi commerciali, non sono infrequenti quelle sanitarie, molto più offensive per la salute del consumatore.