«Pescara-Roma, basta espropri»

18 Novembre 2024

Il lotto tra Manoppello e Scafa al Comitato Via, Di Marco: è un caos

MANOPPELLO. Il progetto del lotto 2 del raddoppio della linea ferroviaria Pescara-Roma, quello che interessa la tratta Manoppello-Scafa, arriva al giro di boa del Comitato Via regionale: la seduta è in programma giovedì alle ore 9.30. Oltre ai tecnici, in videocollegamento via Internet potranno partecipare anche i politici della giunta e del consiglio regionale. E, alla vigilia della riunione, il consigliere regionale Antonio Di Marco del Pd chiede lo stop agli espropri: «La verifica di ottemperanza sul lotto 2 arriva ora al Comitato Via, ma non tiene conto di situazioni e stralci concordati da Rfi con il territorio», denuncia il consigliere. «Questa velocizzazione», dice Di Marco, «s’ha da fare, anche se il progetto di raddoppio della ferrovia Roma-Pescara non ha avuto tutte le autorizzazioni necessarie; anche se nonostante siano già partiti gli espropri, il Comitato di coordinamento regionale per la Valutazione di impatto ambientale sarà chiamato a esprimersi sulla verifica di ottemperanza, ma su una stesura originaria del progetto, quella che non contempla i tanti stralci che Rfi ha dovuto concordare con il territorio sul fronte della viabilità per evitare ulteriori sventramenti, specie nel comune di Manoppello e in zona Brecciarola». Di Marco chiede un passo indietro: «Una seduta che dovrà essere integrata o rifatta, visto il caos della situazione, ma che serve a mandare avanti un appalto destinato ad andare a singhiozzo per le tante lacune e per ostacoli ambientali non facilmente superabili. Per questa ragione, penso che si debba fare uno stop, così come chiedono i cittadini con il comitato Comferr: non procedere agli espropri prima di avere un quadro chiaro su ciò che si può fare e cosa no, su come e fin dove si può andare avanti e sulle coperture di un’opera che, oltre che costosa, potrebbe finire col diventare inutile per via dei ritardi e degli ostacoli che il cantiere accumulerà di tratta in tratta».
Il raddoppio della Pescara-Roma è una grande opera che si propone di diminuire i tempi di percorrenza da 3 ore e 40 minuti di oggi a circa due ore e mezza a fronte di un investimento di 16 miliardi di euro. Ma è un’opera a ostacoli, avverte Di Marco: «Dopo il parere sul primo lotto, che aveva lasciato in sospeso alcune cose rilevate come non fatte, perché non ottemperanti, al Comitato Via arriverà qualcosa che non rispecchia la realtà e genererà ulteriori disagi. Una confusione immane si sta creando sugli espropri, sui progetti approvati inizialmente, stralciati in parte in corso d’opera, con un progetto esecutivo fatto solo sulle aree prese in consegna, dunque senza le demolizioni da fare e le viabilità alternative. In pratica si inizia un’opera su carte superate e senza sapere come va a finire il resto». Il consigliere punta il dito: «Che futuro avranno il sottopasso di Manoppello e gli altri aggiustamenti viari che il Comune aveva concordato con Rfi, soggetto proponente, che però negli incontri recenti con i cittadini parla come se tali intese non ci fossero mai state?». E Di Marco parla anche del lotto successivo, tra Scafa e Pratola Peligno con il progetto di scavare due gallerie nel Morrone per oltre 11 chilometri mettendo a rischio le sorgenti del Giardino: «Che accadrà, alla luce dei rilievi sollevati dai gestori del sistema idrico integrato, con la perforazione del Morrone che interessa vari tratti della linea ed è un bene collettivo di primaria importanza per l’acqua? Perforazione che manderà in crisi idrica perenne i territori di Pescara e Chieti. Tantissimi di questi dubbi», conclude Di Marco, «non sorgerebbero nemmeno, se passasse la fattibilità di una variante che porta i 13 chilometri di tracciato critico fuori dal sedime urbanizzato. Ma Rfi e Regione non vogliono considerare tale ipotesi che genera anche risparmi». (p.l.)