Pescara, sequestrati ai Ciarelli un’auto 80mila euro

Nuova operazione di polizia e finanza contro i rom in base alla legge antimafia sui redditi non giustificati. Finisce nel mirino anche il capostipite di 75 anni
PESCARA. Nei confronti dei rom che delinquono e riescono ad accumulare soldi e beni di valore è stato eseguito un altro sequestro preventivo, l'ennesimo, e a occuparsene sono state polizia e finanza. Nel mirino del personale della Divisione anticrimine della questura e del nucleo di polizia tributaria delle Fiamme gialle è finita la famiglia Ciarelli, con il capostipite Vincenzo, di 75 anni, e la figlia Emilia, trent'anni.
L'anziano è al vertice di un clan che vive in via Tavo, composto da persone che nel tempo si sono fatte conoscere dalle forze dell'ordine per reati di vario genere e lui, in particolare, ha precedenti per usura, droga e scommesse clandestine. Con il provvedimento appena eseguito padre e figlia si sono visti sequestrare tre libretti di deposito postale e un'automobile, una Volkswagen Golf, per un valore complessivo di circa centomila euro. I tre libretti contenevano 15.905 euro, 42.460 euro e 22.098 euro mentre la Golf risulta immatricolata nel 2007.
Per gli investigatori, che hanno ricostruito le pendenze della famiglia Ciarelli nei confronti della giustizia e i rapporti dei rom con il Fisco, nell'alloggio di via Tavo si vive, si risparmia e si investe al di sopra delle effettive capacità reddituali di queste persone. L'operazione delle ultime ore muove dagli stessi presupposti dei sequestri effettuati dal 2007 a oggi da polizia, carabinieri e finanza, presupposti raccolti nel Codice delle leggi antimafia per ciò che riguarda i soggetti ritenuti socialmente pericolosi. Le persone nei cui confronti viene applicata questa normativa sono pregiudicati che vivono di reati e accumulano ricchezze illecitamente, senza lavorare e senza pagare le tasse, e rischiano sequestro e confisca dei beni, allorquando risultano sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati.
Questa strada è stata già seguita più volte, a Pescara e in provincia, e i beni mobili e immobili sequestrati alle famiglie rom, ma non solo a loro, sono in alcuni casi finiti nella disponibilità delle amministrazioni pubbliche, anche se dopo un lungo iter giudiziario. Fino a oggi, sottolineano dalla Divisione anticrimine, diretta da Egidio Labbro Francia (foto), i provvedimenti ablativi eseguiti hanno raggiunto il valore di 35 milioni di euro mentre le misure personali come la sorveglianza speciale, hanno interessato 121 persone.

