Pescara, sgombero bis ai giardinetti del Terminal bus, ma in serata torna il bivacco

Sgomberata e rioccupata in serata l'area verde del centro cittadino, che era stata ripulita. Controllati otto romeni delle trenta persone che solitamente dormono lì. Controllata anche un'agenzia di viaggi. In serata tutto è tornato come prima, con asce e coltelli in bella vista. Il coordinatore di Forza Nuova: "Provocazione inaccettabile, il nostro ultimatum è scaduto"
PESCARA. Nuovo intervento da parte della Polizia Municipale nei giardinetti del Terminal degli autobus della stazione. Dopo la bonifica della scorsa settimana, e alcuni interventi fatti nelle aiuole nei giorni scorsi, oggi gli uomini dei Servizi Sicurezza Urbana, Degrado e Polizia Ambientale e Sicurezza Stradale al comando dei maggiori Donatella Di Persio e Adamo Agostinone, con il coordinamento del comandante Carlo Maggitti, sono tornati nell’area verde adiacente al Termainal e hanno effettuato un nuovo sgombero con conseguente ripristino della pulizia e del decoro dei giardinetti, occupati da persone e senzatetto che, soprattutto nel periodo estivo, si accampano nella zona centrale.
Sono intervenuti anche gli operatori ecologici di Attiva e a seguito dell’operazione di sgombero e smaltimento di tutti i rifiuti e suppellettili trovati, sono state identificate 8 delle circa 30 persone che frequenterebbero la zona, si tratta di cittadini romeni e controllati dei veicoli che venivano utilizzati per dormire e conservare roba.
A seguito dello sgombero, seguendo alcuni dei frequentatori, le pattuglie hanno ispezionato anche un’attività di spedizioni da e verso la Romania che si trova nella vicina via Mazzini, dove alcuni dei frequentatori portavano della merce senza ricevere alcun tipo di ricevuta in cambio e senza che questa fosse accompagnata da documentazione richiesta per legge per i viaggio. Nel corso del controllo amministrativo è emerso che i sacchi non contenevano merce per cui fosse necessario procedere al sequestro. Nell’area verde, invece, sono stati rinvenuti e subito sequestrati dei coltelli e un’ascia. Il sindaco Marco Alessandrini ha ringraziato per questo intervento la Polizia municipale e gli addetti di Attiva. "Ho chiesto al personale un sacrificio in più affinché la sorveglianza sia concentrata nelle zone più a rischio e questo sta dando i suoi frutti. Abbiamo chiesto all’Ufficio Verde di rendere l’area più visibile, com’è accaduto per lo spartitraffico adiacente dove a seguito dell’intervento si è ripristinata la visibilità dall’esterno, in maniera tale da rendere meno agevole il bivacco, andremo a fondo ai controlli sull’attività di export che a seguito della premura degli agenti è emersa, per verificare se tutto è in regola e agire di conseguenza in caso contrario. Contiamo molto anche sulla collaborazione dei cittadini che ci mandano segnalazioni sulle situazioni che si vengono a creare in città". E sono proprio i residenti di corso Vittorio Emanuele a chiedere di salvaguardare la zona non potando il verde o abbattendo gli alberi per rendere l'area più visibile, ma tutelandolo con cancelli come fatto in piazza Santa Caterina, senza far mancare nel frattempo i controlli, altrimenti già stasera ricompariranno i materassi.
Aggiornamento ore 20. E come volevasi dimostrare, alle 20 tutto è tornato come prima, con i materassi che spuntano come funghi. Sul suo profilo Facebook il coordinatore di Forza Nuova, Marco Aurelio Forconi, denuncia la responsabilità delle istituzioni e annuncia un intervento risolutivo: "A distanza di poche ore dal blitz di stamane, il parchetto è nuovamente occupato. Uomini che urinano davanti ai pendolari, donne ubriache e stese per terra e una dozzina fra coltelli ed asce, in fila e ben in vista. Riteniamo tutto ciò una provocazione inaccettabile e dichiariamo formalmente scaduto il nostro ultimatum. L'ultimo appello è per le istituzioni: la responsabilità morale di quello che potrebbe accadere è solamente vostra, causata dalla vostra indifferenza e inadeguatezza".
Infine, le quattro richieste di Forza Nuova sul parchetto del terminal bus:
"1) sgombero e pulizia dell'area; 2) allontanamento dal territorio provinciale dei soggetti presenti durante lo sgombero, con contestuale verifica delle pendenze penali individuali al fine di procedere ad eventuale espulsione dal territorio nazionale; 3) recinzione dell'area ed installazione telecamere di videosorveglianza;
4) pulizia del monumento in memoria dei bombardamenti del 1943. Saremo intransigenti su ogni punto e non accetteremo condizioni o riserve. Dopo il mercato etnico, è di vitale importanza proseguire sulla linea della tolleranza zero".

