Pescara si mobilita con altre 95 città

Dopo la sospensione del bando da 18 milioni di euro, Alessandrini annuncia: pronti a diffidare il governo con gli altri sindaci
PESCARA. Nel calderone del bando per la riqualificazione delle periferie c’è il progetto per il completamento dell’ultimo tratto della strada pendolo, a Villa del Fuoco, quello per la ristrutturazione degli alloggi popolari di San Donato e Zanni, la costruzione della Città della musica, la nuova piazza di Borgo marino sud e una serie di interventi strutturali a Fontanelle. Per le fasce meno abbienti della popolazione, poi, erano state inserite una serie di misure per il contrasto alla povertà come la realizzazione della casa per l’inclusione sociale e della lavanderia sociale in via Gran Sasso, nei locali dell’ex dormitorio comunale, e un centro diurno per le demenze senili a Rancitelli. Un tesoretto che ammonta a 18 milioni di euro di risorse statali che sarebbero servite per far partire gran parte degli interventi già dal prossimo autunno.
Ma tutti questi progetti, predisposti due anni fa nell’ambito del bando varato dalla presidenza del Consiglio a guida Matteo Renzi per combattere il degrado e riempire di servizi le periferie delle città capoluogo e metropolitane, sono stati sospesi fino al 2020 per effetto di un emendamento al decreto “Milleproroghe” votato martedì in Senato. In attesa della discussione alla Camera, in programma l’11 settembre, il sindaco Marco Alessandrini e l’assessore alla Riqualificazione delle periferie, Giacomo Cuzzi, annunciano una grande mobilitazione assieme ai sindaci di tutta Italia aderenti all’Anci (Associazione nazionale dei comuni italiani), indipendentemente dal colore e dall’appartenenza politica. «Siamo pronti anche a diffidare il Governo», incalza Cuzzi, rivelando l’organizzazione di un incontro tra tutti gli amministratori pubblici a Pesaro, il 1° settembre, in cui il primo punto all’ordine del giorno sarà appunto la predisposizione di una strategia unica per fronteggiare la sospensione del bando delle periferie.
Le delibere comunali di approvazione dei progetti definitivi dei lavori sono state trasmesse a Palazzo Chigi l’8 giugno scorso, mentre tutti gli esecutivi sono stati presentati nelle ultime settimane. «Questi interventi, attesi da anni, non possono essere deferiti e rimandati», rimarca Alessandrinii, «lo stop danneggia soltanto le fasce più deboli della popolazione che aspettano da anni di vedere i loro quartieri rinascere in maniera non banale. Gli obblighi giuridici e morali non dovrebbero mutare con il cambio del presidente del Consiglio dei ministri. È in corso una mobilitazione dell’intero sistema dell’Anci, che ci coinvolgerà sicuramente, visto che non è solo un problema di Pescara, ma è una scelta che pregiudica tutte le amministrazioni italiane. Uniti agli altri sindaci, faremo tutto ciò che serve per difendere i termini attuali e non perdere la possibilità di attuare quanto progettato».
Nella stessa condizione di Pescara si trovano 96 città, che si sono viste cancellare di colpo un pacchetto preziosissimo di risorse che avrebbe avuto effetto immediato sull’associazionismo culturale e sociale, sulla cittadinanza e sull’imprenditoria del territorio. «Non è una bella giornata per la città», rimarca Cuzzi, «né per i 96 Comuni che hanno beneficiato della misura: la più grande opera di rammendo per le aree urbane periferiche. Saremo al fianco di tutti i sindaci e le forze politiche che si mobiliteranno, per invitare Governo e Parlamento a tornare indietro». «È un danno», aggiunge il presidente della commissione consiliare Politiche sociali Tonino Natarelli, «anche per tutti i soggetti che ci hanno lavorato, dalle parrocchie all’università».
La notizia della sospensione ha avuto sull’amministrazione di centrosinistra l’effetto di una doccia gelata. «È stato un colpo al cuore della cultura», ha commentato l’assessore Giovanni Di Iacovo, confidando tuttavia «che questa miccia si possa disinnescare». Il Pd, intanto, attraverso il segretario cittadino Moreno Di Pietrantonio, annuncia un volantinaggio nei cinque quartieri interessati dal provvedimento: Zanni, Borgo marino sud, Madonna del fuoco, San Donato e Fontanelle: «Ci mobiliteremo per sensibilizzare i cittadini, facciamo appello a tutte le forze politiche affinché il governo giallo-verde ripristini al più presto il finanziamento e quindi proceda con l’attivazione dei lavori». Vicini alla maggioranza anche i consiglieri Fdi Guerino Testa, Alfredo Cremonese e Massimo Pastore, che parlano di «atto inqualificabile del Governo».
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