Pescara, sos senzatetto a San Cetteo: la risposta di sindaco e volontari

28 Dicembre 2025

Don Francesco Santuccione aveva lanciato sul Centro un appello di supporto Masci: «Gestiamo l’emergenza». Ippoliti (On the Road): «Pulizia sociale impossibile»

PESCARA. Dopo l’articolo pubblicato ieri sul Centro e la richiesta di aiuto avanzata dal parroco della cattedrale di San Cetteo, don Francesco Santuccione, che ha confessato di non sapere più come aiutare i senzatetto che bivaccano – ogni giorno – davanti alla chiesa, il confronto si sposta sulle repliche politiche e istituzionali. Mentre il problema resta lì dov’è: di fronte alla cattedrale. Un appello chiaro, ma risposte che, almeno per il momento, prendono altre strade.

Il consigliere del Pd, Marco Presutti, ha attaccato l’amministrazione comunale parlando di una città distratta: «Mentre il Comune pensa alle luci di Natale, i luoghi simbolo della città cadono a pezzi e diventano trappole per i cittadini». E la replica del sindaco Carlo Masci non si è fatta attendere: «Mentre il Pd ci accusa di pensare alle luminarie di Natale – che comunque sono importanti per rendere più accogliente la città durante le feste – noi pensiamo ai senza dimora investendo somme consistenti, più di quanto ha fatto il centrosinistra che ci ha lasciato in eredità circa 200 persone che dormivano vicino alla stazione».

Il primo cittadino respinge così le accuse e sottolinea: «Il fenomeno è stato affrontato efficacemente dalle istituzioni e dalle realtà attive sul territorio, che danno vita a una rete sempre operativa – dalla Caritas a On the Road – il che non vuol dire che non si possa fare di più né che queste persone possano dissolversi nel nulla». E poi rivendica i traguardi raggiunti negli ultimi anni: «Nel tempo siamo passati da centinaia di persone che trovavano rifugio sotto ai tunnel della stazione, a tre senza dimora che dormono lì». Ma come sottolinea il primo cittadino, si tratta di un fenomeno difficile da gestire: «Tra le persone che passano la notte al freddo in città c’è anche chi non vuole essere accolto in hotel o ha fragilità particolari. Sono tante le sfaccettature dello stesso problema che vanno affrontate tenendo conto dei mille problemi che ognuna di queste persone porta con sé».

Sul piano dei numeri, invece, dal Comune arrivano i dati sui progetti avviati dal 2017 con il Piano freddo e, dal 2020, con i progetti di Housing, che offrono una casa temporanea e la possibilità di cercare lavoro: 47 persone, complessivamente, non hanno più visto la strada come propria dimora. A riportare i dati e a spiegare, nel dettaglio, il funzionamento della rete è il presidente della cooperativa On the Road, Massimo Ippoliti, che ricostruisce un lavoro lungo e complesso. «La nostra città accoglie non solo tutti i cittadini abruzzesi in cerca di aiuto, ma persone che arrivano da ogni angolo dell’Italia». Quanto alle persone fotografate davanti alla cattedrale, la spiegazione è netta: «Le persone fotografate da Il Centro sono state accompagnate all’interno della struttura ma, essendo persone problematiche, hanno abbandonato rapidamente l’accoglienza». Una difficoltà che, spiega, fa parte del lavoro: «I percorsi di aiuto sono lunghi e, quindi, pretendere una pulizia sociale o pretendere interventi risolutivi rapidi sulle persone senza dimora non solo non è possibile, ma non ha alcun senso reale». Ippoliti conclude chiedendo «uno sforzo di comprensione in più» ai cittadini e chiarendo che «nessuno viene trascurato e scientemente lasciato indietro», ma che «i senza dimora non sono gattini di strada da accudire».