Pescara, sotto osservazione mille alberi a rischio

27 Marzo 2015

Circa 400 piante sradicate da vento e nubifragi. Stima dei danni incerta, il Comune avvia un controllo di stabilità arborea

PESCARA. Trenta alberi caduti nei diversi quartieri della città, altri 80 pini d’aleppo sradicati dal vento nella porzione di pineta dannunziana che ricade nel perimetro urbano pescarese, più i trecento perduti a Santa Filomena. Toptale circa 400 arbusti perduti, ma la conta dei danni resta aperta: alle centinaia di piante abbattute per ragioni di tutela dell’incolumità pubblica, si aggiungono le indagini sulla classe di rischio di mille esemplari e gli interventi di manutenzione straordinaria eseguiti sull’intero patrimonio arboreo cittadino, costituito da circa 16mila esemplari.

E se il privato, come prevede la legge e un’ordinanza ad hoc del sindaco, Marco Alessandrini, deve provvedere alla cura del proprio giardino e alla rimozione dei tronchi pericolosi, nel pubblico, il monitoraggio è affidato al settore verde del Comune, diretto da Mario Caudullo. Le due ondate di maltempo che hanno sferzato il capoluogo adriatico nell’ultimo mese hanno deteriorato una parte importante del patrimonio arboreo. Secondo le stime della Forestale, la riserva naturale di Santa Filomena potrebbe perdere fino a 300 alberi. L’emergenza ambientale si aggiunge al problema sicurezza. «I rischi maggiori», spiega l’assessore al Verde, Adelchi Sulpizio, «riguardano i pini secolari che si trovano in centro, le cui radici sono state tagliate durante gli ultimi interventi di sistemazione dei marciapiedi, causando così un problema di stabilità com’è avvenuto in via Regina Margherita. Un altro problema è stato riscontrato nella pineta dannunziana, poiché lì il terreno è morbido e l’acqua resta in superficie causando la caduta degli alberi anche a distanza di giorni dall’ultimo temporale. Non sappiamo con certezza quanti soldi ci vorranno per completare gli interventi di messa in sicurezza: stiamo procedendo mano a mano che ci arrivano le segnalazioni».

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Intanto, per avere un quadro completo, è stato annunciato il controllo della stabilità arborea attraverso la metodologia Vta (visual tree assessment) su circa mille alberi in varie zone della città. Le indagini permettono di stabilire la classe di rischio e le condizioni di salute e definire l’operazione di conservazione e messa in sicurezza più idonea. «Il controllo», sottolinea Sulpizio, «sarà fatto in primo luogo attraverso un’analisi visiva, attraverso una diagnosi dei sintomi esterni, in modo da verificare se ci sono iniziative da prendere. Ove opportuno, il controllo verrà fatto anche con un’apposita strumentazione per una sorta di “ecografia” della pianta per andare a controllare anche ciò che non risulta visibile a occhio nudo e all’esterno. Infine, si provvederà in altri casi alla verifica sulla stabilità dell’albero con il dinamometro e l’accelerometro».

Gli esperti del settore rilasceranno una certificazione con l’attribuzione di un fattore di rischio per la stabilità e indicando gli ulteriori monitoraggi da fare.

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