Pescara stacca tutti Teramo è ultima

13 Marzo 2017

PESCARA. E i comuni capoluogo? Con una spesa pro capite di 61,45 euro destinata alla polizia locale, Pescara stacca tutti. Collocandosi ben al di sopra dei 33,13 euro di Chieti, i 32,44 dell’Aquila e,...

PESCARA. E i comuni capoluogo? Con una spesa pro capite di 61,45 euro destinata alla polizia locale, Pescara stacca tutti. Collocandosi ben al di sopra dei 33,13 euro di Chieti, i 32,44 dell’Aquila e, addirittura, più che doppiando Teramo. Ultima nella classifica Openpolis delle quattro città sede di provincia con 28,69 euro.

«Questa cifra indica come risponde il Comune alla crescente domanda di sicurezza dei cittadini», assicura il sindaco di Pescara Marco Alessandrini, che ha anche la delega alla polizia locale, commentando il primo posto tra i capoluoghi di provincia e il 42esimo in tutto l’Abruzzo della sua città. «Mi sembra un dato adeguato per una città come Pescara che conta 120mila abitanti - aggiunge Alessandrini -. Questa cifra si avvicina a quelle di città più grandi. Parliamo di un territorio vasto, con un numero di abitanti che si raddoppia quotidianamente». Insomma, prosegue il sindaco, «il bisogno di sicurezza è molto sentito ed è quindi importante dare risposte alla richiesta crescente di sicurezza. È vero che i vigili urbani non devono svolgere attività di ordine pubblico, ma gli agenti della polizia municipale operano spesso con le forze di polizia. La presenza dei vigili sul territorio è sempre molto richiesta. Per questo, ritengo che la spesa pro capite sia ampiamente giustificata».

Da un estremo all’altro, il sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi, spiega il netto divario che divide la sua città da Pescara. «Spendiamo poco per la municipale perché abbiamo fatto nel 2010 l’ultimo concorso per assumere quanti più vigili era possibile - ricorda -. E poi c’è stato il blocco delle assunzioni, che combinato con i pensionamenti ha ridotto di molto l’organico del corpo». Brucchi si dice «consapevole» che la spesa sia troppo bassa per fare tutto quello che bisogna fare. «Ma abbiamo le mani legate, un’alternativa non c’è». O forse sì. Almeno così spera il sindaco. «Ora sembra che il governo abbia deciso che la spesa per i vigili urbani vada fuori dal patto di stabilità - osserva Brucchi -. Se venisse confermato, prenderemo i tre vigili rimasti in graduatoria del concorso del 2010 e faremo un bando nuovo». Anche perché la situazione non è delle migliori. «Quanti nuovi vigili ci servono? Al momento ne abbiamo una trentina, siamo ai minimi storici - conclude il sindaco -. E una città con la popolazione di Teramo dovrebbe averne settanta».

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