PESCARA: storia di balneatori/2

17 Gennaio 2023

PESCARA. «Abbiamo bisogno di certezze, perché non si può fare impresa senza certezze». Questa la richiesta partita ieri a Pescara da Andrea Lancia, durante l’assemblea del Sib Confcommercio....

PESCARA. «Abbiamo bisogno di certezze, perché non si può fare impresa senza certezze». Questa la richiesta partita ieri a Pescara da Andrea Lancia, durante l’assemblea del Sib Confcommercio. «Vogliamo avere risposte subito», ha detto ancora il balneatore ripercorrendo le tappe di quella che sembra una vera e propria Odissea senza fine e facendo notare che «una eventuale proroga di un anno o due anni» non sarebbe poi così rassicurante perché, «se dovesse cadere il governo, come è accaduto con quelli passati, mi chiedo cosa accadrebbe» alla categoria, ha fatto notare davanti ai colleghi della Confcommercio.
L’incertezza nasce da un susseguirsi di interventi in materia che hanno cambiato le carte in tavola all’improvviso. «Ora la scadenza delle concessioni è stata fissata dal Consiglio di Stato a dicembre 2023», ha detto Lancia facendo un breve excursus, «e i Comuni stanno comunicando che non vale più l’estensione delle concessioni al 2033. Eppure appena due anni fa abbiamo ottenuto proprio dai Comuni una estensione del titolo concessorio fino al 2033 (in base alla legge Centinaio). A Pescara, ad esempio, il 99% degli operatori si trova in questa situazione. Poi, però, è intervenuta la sentenza del Consiglio di Stato del 2021, per cui lo stesso Comune ci ha mandato una nota dicendo che in base a quella sentenza il titolo scade a dicembre 2023. Quindi oggi abbiamo il titolo concessorio che scade a fine anno, tanto più che non abbiamo i decreti attuativi della legge Draghi (e il termine sta per scadere). I Comuni si dovrebbero attivare per fare le gare entro l’anno ma i concessionari, dal canto loro, si attiveranno per fare ricorso quindi ci sarà una rivoluzione», ha ipotizzato Lancia associandosi alla richiesta del presidente nazionale del Sib, Antonio Capacchione. «Serve una legge a tutela della categoria», ha detto.
Da questo operatore balneare (stabilimento Mila, a Pescara sud) è arrivata anche una critica allo Stato «che ha sottovalutato le imprese» eppure il comparto del turismo ha fatto registrare «un grande incremento del Pil», e basta guardare i dati dell’anno scorso. Le speranze sono riposte nel Governo ma devono arrivare a stretto giro perché l’esperienza passata non è stata positiva. Se la legge Centinaio rimandava tutto al 2033, «poi è arrivata la sentenza del Consiglio di Stato, che ha bruciato ogni speranza nella categoria». (f.bu.)