Pescara. Sul megayacht dell’ambasciatore americano Fertitta si discute di affari e cibo

Cene, incontri e vertici esclusivi a bordo del colosso da oltre 450 milioni di dollari.
L’imprenditore americano: «Più investimenti degli Stati Uniti in Abruzzo»
PESCARA
Nel silenzio del primo pomeriggio, l’orizzonte pescarese cambia profilo in un batter d’occhio. Dal Mare Adriatico emerge un gigante da 450 milioni di dollari: il “Boardwalk”. Con i suoi 117 metri di lunghezza, due eliporti, le piscine, la spa e persino un campo da golf privato, il megayacht solca il mare in lungo e in largo catturando in pochi istanti gli sguardi dei pescaresi. A bordo c’è l’ambasciatore americano in Italia e San Marino, Tilman Fertitta, arrivato in città per la sua missione diplomatica: parliamo di un tour in 13 regioni italiane – partito il 13 giugno scorso da Civitavecchia – nato per celebrare il 250° anniversario dell’indipendenza americana e stringere legami con politici e imprenditori locali. Ma dietro le quinte del fascino miliardario, l’accoglienza riservata all’ambasciatore inizia a sollevare non poche polemiche: mentre Fertitta si concede un tradizionale giro in città, passeggiando in spiaggia prima di essere ricevuto dal sindaco Carlo Masci nello stabilimento balneare Lido Beach, fuori dai riflettori si accende il dibattito. Questo perché l’imponente dispiegamento di forze dell’ordine per scortare e proteggere l’autorità spinge molti a chiedersi chi paghi davvero il conto di questa sicurezza privata. La domanda resta nell’aria anche quando l’ambasciatore attracca la sua gemma a pochi metri dal Circolo Nautico del porto turistico, pronto per il punto stampa e per la cena privata con imprenditori ed esponenti politici locali.
UN COLOSSO DA 450 MILIONI
Il viaggio verso il lusso inizia alle 18, davanti al Circolo nautico. Prima di salire a bordo del tender, scatta la regola d’ordine: via le scarpe. Ci si ritrova così a piedi nudi, in abbigliamento business casual e con il divieto assoluto di indossare la cravatta. Pochi metri di navigazione e, di colpo, si palesa il colosso: quattro piani dominati da due elicotteri, mentre gli esterni esibiscono con orgoglio le bandiere americane. Poco prima di partire sul nostro stesso tender sale anche l’imprenditore Filippo Antonio De Cecco. Una volta a bordo del megayacht, si apre un universo parallelo. Il tour – limitato ai primi due piani, perché l’accesso ai livelli superiori alla stampa è stato vietato – rivela un salone con bar interno, terrazze panoramiche tempestate di sdraio, divani vista mare e, più su, un secondo open bar con piscina e lettini. Mentre l’equipaggio ultimava i preparativi per il buffet, l’occhio cade sui menù della serata riservata a politici e imprenditori, spillati su piccole bandiere: uova alla diavola cacio e pepe con crema di pancetta croccante, mini hamburger con cheddar stagionato, crocchette di punta di petto brasata e taco con spalla di maiale sfilacciata al ragù con ricotta al lime. Insomma, il classico cibo da festa d’Oltreoceano.
«INVESTIREMO IN ABRUZZO»
Nel suo punto stampa, durato appena dieci minuti, l’ambasciatore Fertitta difende l’uso del megayacht per il suo tour italiano. «Lavoreremo a stretto contatto con le imprese e con le istituzioni del territorio per aiutarle a sviluppare ulteriormente il mercato americano e, allo stesso tempo, favorire maggiori investimenti delle aziende statunitensi in Abruzzo. E questo progetto mi offre la possibilità di fare qualcosa che nessun ambasciatore americano aveva fatto prima: visitare un numero così elevato di comunità lungo la costa italiana. Senza questa imbarcazione oggi non sarei qui». Poi l’elogio alla costa pescarese: «Anche solo per 45 minuti, si scopre uno dei tratti di costa più belli che abbia mai visto al mondo. I vostri stabilimenti balneari, la piazza della città: è davvero un luogo speciale».
LA CRISI MELONI-TRUMP
Inevitabile il tema del rapporto tra la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, dopo le polemiche scoppiate a seguito del G7 a causa degli attacchi improvvisi di Trump alla premier. «Credo che il rapporto sia buono. Li ho visti incontrarsi numerose volte e c’è grande stima reciproca». E chiarisce: «Il presidente Trump ha espresso le sue preoccupazioni riguardo alla spesa per la Nato e al contributo italiano. Ha il diritto di farlo, così come il presidente del Consiglio Meloni ha il diritto di assumere le decisioni che ritiene più opportune insieme al Parlamento e al suo governo. Ma il rapporto tra Stati Uniti e Italia è forte come non mai e né Trump né Meloni permetterebbero che venisse compromesso per alcune dichiarazioni rese sotto gli occhi del mondo».
IL GRAN GALÀ DEI POLITICI
Prima di andarcene, assistiamo alla sfilata dei politici che si apprestano ad arrivare. Il presidente della Regione, Marco Marsilio, e l’assessore regionale alle Attività produttive, Tiziana Magnacca, stringono le mani all’ambasciatore e parlano con lui dell’export abruzzese negli Stati Uniti. Nel mentre arrivano fra gli altri il sindaco Masci, il prefetto Luigi Carnevale, il presidente della provincia, Giorgio De Luca, il deputato Guerino Testa (FdI) e il sindaco di Chieti, Giovanni Legnini. Tutti presenti a cena per consolidare, davanti al buffet, l’asse italo-americano.
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