Pescara Vecchia in lutto È morto il ristoratore Viola

Nel 1968 aveva fondato l’0steria Numero 1000, è scomparso all’età 81 anni Stamane alle 12 il funerale nella cattedrale di San Cetteo. Lascia tre figli
PESCARA. Porta Nuova in lutto per la scomparsa di Remo Viola, fondatore e storico titolare dell’Osteria Numero 1000 di piazza Garibaldi. Viola è venuto a mancare improvvisamente ieri all’età di 81 anni e i funerali sono in programma questa mattina a mezzogiorno nella cattedrale di San Cetteo. L’81enne, molto conosciuto nella zona di Pescara Vecchia, lascia i tre figli Luca, Laura e Giovanna, con i primi due che stanno già da tempo nell’attività di ristorazione avviata dal padre. La prima attività messa in piedi da Remo Viola, nato a Vallemare di Cepagatti ma residente in città da quando ha iniziato a lavorare nel capoluogo adriatico, risale a cinquanta anni fa, quando nel 1968 aprì la Pensione Remo sopra alla farmacia Perbellini, all’angolo tra viale Gabriele d’Annunzio via Vittoria Colonna. In quel periodo, oltre a occuparsi della struttura ricettiva, lavorava anche dentro al bar Astoria, all’angolo di fronte, che in quegli anni era molto frequentato. Terminata l’esperienza della pensione, insieme alla moglie e alla mamma aprì il primo ristorante sempre nella medesima zona, in via Conte di Ruvo. Ma qualche anno più tardi, una decina all’incirca, spostò il locale nella sua collocazione storica e maggiormente conosciuta da chi frequenta la zona di Pescara Vecchia, in piazza Garibaldi, dove il ristorante restò per ben trenta anni. L’ultima collocazione, quella attuale, è in via degli Aprutini, a due passi da piazza Garibaldi. Remo ha lavorato attivamente nel suo ristorante fino a una decina di anni fa, fino a quando andò in pensione lasciando il timone ai figli Luca e Laura (che già da anni prima avevano preso in mano la gestione) che portano ancora oggi avanti l’attività. Come ricorda il figlio Luca, «era molto conosciuto e grande tifoso del Pescara. Era tutto casa e lavoro e Pescara, e andava sempre allo stadio, fino a quando ha potuto, per seguire le partite. Il suo piatto preferito era il brodetto di pesce».
All’Osteria Numero 1000 uno dei clienti abituali e amico molto intimo, era il compianto Bruno Pace recentemente scomparso. «Mio padre», aggiunge Luca «era un tipo abbastanza tranquillo e taciturno. La lealtà e il rispetto per gli altri sono stati il suo più grande insegnamento. Ogni tanto tornava qui nel locale, ma era sulla sedia a rotelle negli ultimi mesi. Il ricordo più bello che ho è quando alla prima promozione del Pescara in serie A mise delle bandierine dalla farmacia Perbellini al negozio Suaria organizzando una grande festa».
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