Pescara vecchia, stop ai divieti: il Comune riaccende la musica

8 Aprile 2023

Non è stata prorogata l’ordinanza che imponeva di spegnere gli impianti dei locali dopo mezzanotte E intanto scatta la petizione online per chiedere «di non penalizzare il popolo della notte»: 760 firme

PESCARA. Stop alle limitazioni di orario per la musica nei locali del centro storico. L’ordinanza del Comune che imponeva lo spegnimento degli impianti a mezzanotte per contenere i rumori è scaduta il 2 aprile e non sono previsti altri provvedimenti dello stesso tipo, considerato che gli accertamenti eseguiti dall’Agenzia regionale per la tutela ambientale (Arta) hanno fatto emergere che i locali rispettano i limiti di legge e che i rumori in questa zona sono legati al vociare della gente in strada. E mentre il Comune annuncia il ritorno alla normalità, è partita on line una raccolta di firme per chiedere di «non spegnere Pescara vecchia»: hanno aderito in 760.
Il fatto che non sia stata prorogata l’ordinanza (che imponeva ai locali con licenza da ballo di tenere porte e finestre chiuse e a tutti gli altri senza autorizzazione di spegnere gli impianti a mezzanotte) non vuol dire, però, che «sarà abbassata la guardia per la sicurezza, l’ordine pubblico e i rumori, che creano problemi al riposo», dice il sindaco Carlo Masci sottolineando che la questione non riguarda solo il Comune ma «più soggetti istituzionali». E aggiunge: «Le istituzioni puntano a una movida sana, dentro le regole. Non c’è alcuna volontà di penalizzarla», prosegue Masci, «ma è importante comportarsi bene, divertirsi rispettando le regole e i diritti di tutti».
La questione sarà affrontata la prossima settimana anche dal prefetto Giancarlo Di Vincenzo, nell’ambito del comitato per l’ordine pubblico, e l’Arta proseguirà i controlli. Impossibile dire se in futuro l’ordinanza sarà riproposta: «Queste valutazioni non le fa il sindaco da solo, ma sono il frutto di un’attività collegiale, e non vengono fatte sulla base di sensazioni, ma sulla base di risultanze reali e concrete», dice Masci aggiungendo che «i controlli sono a garanzia di tutti, e cioè avventori, titolari dei locali e cittadini».
Un «ringraziamento» ai gestore della attività arriva dall’assessore Alfredo Cremonese. «Hanno dimostrato, anche investendo e affidandosi a degli esperti, che si può fare attività senza arrecare disturbo ai residenti, mostrando rispetto nei loro confronti. Per quanto ci riguarda non ci giriamo dall’altra parte, anzi siamo a disposizione dei residenti che torneremo a incontrare la prossima settimana. E riteniamo che ci debba essere massimo contemperamento degli interessi di tutte le parti. Da questo punto di vista Pescara deve fare un salto in avanti, come fanno tutte le città moderne». Anche Cremonese, registrando i timori dei residenti, annuncia che «ci sarà un monitoraggio e se i problemi si ripeteranno dovremo intervenire di nuovo. Continueremo a fare in modo che il Comune non abbia un ruolo da spettatore ma speriamo in una pacifica convivenza tra locali e residenti, rimasti inascoltati a lungo». Intanto, da Pescara vecchia si alza la voce di chi ha firmato la petizione ed è contrario a una nuova, eventuale, «ordinanza anti-movida» se nel termine movida si include «chi vive nel mondo della musica, della cultura e del food & beverage» e si considerano le «possibilità lavorative che genera, permettendo agli studenti di vivere nella nostra città, arricchendola materialmente e culturalmente». Il rischio, dice la petizione, è di «criminalizzare il popolo della notte e tutti i mestieri non diurni».