Pescarese sul Kirghizistan

17 Agosto 2017

Iacomini sta scalando la vetta: «Sul Peak Lenin soltanto crepacci»

PESCARA. Enrico Iacomini, il dirigente del Comune di Pescara che sta scalando gli oltre 7mila metri del Peak Lenin, una delle vette più alte del Kirghizistan, si sta avvicinando alla cima. Insieme ai suoi due compagni di viaggio, entrambi veneti, Rino Baldisserotto e Anna Greco, sta lottando tra ghiacci e crepacci per raggiungere il traguardo.
È partito per questa avventura il 2 agosto scorso e alcuni giorni fa, tramite whatsapp, ha dato sue notizie. Il dirigente sta bene e ha cominciato la parte più dura della scalata. «L’8 agosto», ha scritto Iacomini, «siamo partiti per i Campi alti, in primis il Campo 2 a quota 5.300 metri. Ci siamo mossi alle 5, per evitare il più possibile le ore più calde, in quanto il riverbero della luce sul ghiaccio è difficilmente sopportabile». «Dopo aver superato una lingua di ghiaccio», ha fatto presente, «siamo immediatamente saliti di quota evitando i crepacci presenti per tutto il percorso. Quando siamo arrivati al Campo 2 ci siamo adoperati immediatamente per l’installazione della tenda, perché sapevamo che il tempo sarebbe cambiato e non volevamo trovarci nel bel mezzo di una nevicata». «Dopo circa tre ore di cammino», ha raccontato, «ci siamo trovati davanti l’ultimo muro che ci divideva dal Campo 3, a circa 6.100 metri di quota. Lì, abbiamo aspettato qualche ora prima di scendere al Campo 2 per migliorare l’acclimatamento. A queste quote le persone reagiscono in modo soggettivo. Durante la notte, però, ho avuto un problema alle dita dei piedi e mi sono svegliato per il dolore». «Il giorno dopo», ha concluso, «siamo scesi tutti e tre al Campo base in quanto il nostro acclimatamento è terminato. Pensiamo di risalire il 14 agosto (lunedì scorso, ndr) per cominciare la scalata fino a quota 7.134».(a.ben.)
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