Pesci morti nel Saline «Lo scarico è dell’Aca»

22 Settembre 2018

L’associazione Nuovo Saline tramite un ossimetro individua la “sorgente” dei liquami che hanno ucciso migliaia di cefali. Il report trasmesso ai sindaci

MONTESILVANO. Uno scarico, probabilmente non abusivo, di liquami organici nel territorio di Città Sant’Angelo. Potrebbe essere questa la causa che mercoledì mattina ha provocato la morte di migliaia di pesci, principalmente cefali, nelle acque del fiume Saline. Il disastro ambientale era stato scoperto dai volontari della Onlus Nuovo Saline durante un controllo quotidiano del corso d’acqua.
Lo stesso personale tecnico dell’Associazione, a 48 ore dal rinvenimento della notevole moria di pesci, sembra aver individuato la presunta fonte inquinante. Grazie a un indagine ambientale realizzata sul campo tramite un ossimetro, ossia strumento in grado di realizzare misurazioni speditive sulla quantità di ossigeno disciolto nelle acque, è stato possibile circoscrivere l’area “sorgente” del fenomeno che risulta collocata nel territorio di Città Sant’Angelo, sulla sponda nord del fiume Saline.
E’ qui che, ulteriori attività di ricerca, hanno permesso di rinvenire una fuoriuscita di liquami organici che convoglia nell’asta fluviale. Secondo i primi rilievi fatti dal personale tecnico della Onlus, tuttavia, sembra che non si tratti di nessuno scarico abusivo ad opera di privati. Al contrario, la fuoriuscita di liquami organici individuati, sembra provenire da tombini dell’Aca, per cui si tratterebbe di uno sversamento che potrebbe arrivare direttamente dal sistema fognario del Comune di Città Sant’Angelo. Se così fosse, il grave danno ambientale potrebbe essere stato causato da un guasto delle fognature o da una cattiva manutenzione delle reti di acque nere. In attesa di ulteriori verifiche, tuttavia, non si esclude neanche un allaccio abusivo alla fognatura comunale che avrebbe quindi sovraccaricato o danneggiato la linea. L’associazione ha preparato un documento tecnico trasmesso ai sindaci dei Comuni di Montesilvano e Città Sant’Angelo in cui è contenuto un report ambientale, la geolocalizzazione del sito e il relativo materiale fotografico. «Non è ancora possibile affermare con certezza che la causa della moria sia collegata a questo fenomeno», spiegano i tecnici dell’associazione coordinati da Gianluca Milillo, «ma i parametri ambientali osservati nel corso dell’indagine lo reputano come “plausibile”. L’intera documentazione sarà trasmessa agli enti di vigilanza ambientale competenti, che nel caso di specie non sono i Comuni essendo il fiume area demaniale, per le verifiche del caso». La moria improvvisa avvenuta mercoledì mattina era stata registrata dai volontari in particolare nel tratto di fiume compreso tra il ponte della Scafa e il ponte della Nazionale. E’ in questo segmento del corso d’acqua che i volontari di Nuovo Saline hanno individuato il gran quantitativo di pesci morti.