Pestaggio in centro, gli indagati si difendono
I tre diciottenni arrestati sono stati interrogati dal giudice: «Abbiamo risposto alle botte, nessuna rapina»
PESCARA. I tre giovani accusati del pestaggio di due fidanzatini minorenni in via Carducci forniscono una versione dei fatti diversa rispetto a quella emersa durante le indagini della polizia. Di fronte al giudice per le indagini preliminari Nicola Colantonio che li ha interrogati, i tre hanno spiegato di essersi difesi dopo un primo cazzotto partito proprio dalla vittima, una ragazzina che si trovava in compagnia del fidanzato. Da lì sarebbero partite le botte reciproche e uno degli indagati è finito a terra e ha riportato un trauma facciale. Ad avere la peggio è stata la coppia di fidanzatini ai quali è stata sì portata via la borsa ma è stata gettata a poca distanza, non a scopo di rapina ma per dispetto. Questa la ricostruzione fornita al giudice che nei giorni scorsi ha disposto l’arresto di Filippo D’Aulisa, Francesco Tiberi, di Pescara, e Megan Giannini, di Chieti, tutti 18enni, accusati di lesioni aggravate e rapina. D’Aulisa è in carcere, gli altri due ai domiciliari. Un minorenne è stato segnalato alla Procura pre sso il Tribunale per i minorenni. Quanto riferito al gip durante l’interrogatorio emergerebbe anche da un video che mostrerebbe l’inizio della discussione tra la minorenne, che si stava sentendo poco bene, e gli indagati, che si sarebbero avvicinati per sincerarsi delle sue condizioni. Ma la ragazzina avrebbe risposto in malo modo. D’Aulisa avrebbe subito una ritorsione, dopo qualche giorno, fuori a una discoteca, riportando la rottura del setto nasale.

