Petardi e insulti a chi protesta: a Rancitelli interviene la polizia

Pettinari, vice presidente del consigliere regionale: minacciato da due persone, ci ha salvato la Digos L’episodio vicino al Ferro di cavallo. I residenti: «Noi tra spaccio e immondizia, non ce la facciamo più»
PESCARA. «Mi hanno lanciato petardi e bottiglie, insultato e minacciato pesantemente da due tipi loschi del quartiere. Mi trema la voce, mi sono spaventato da tanta violenza verbale e cattiveria e anche i residenti che protestavano con me. Ci ha salvato l'intervento degli agenti della Digos che ci hanno protetti, altrimenti quei due, fermati e identificati dalla polizia, ci avrebbero picchiati».
Ha vissuto «un’altra mattinata di terrore», il vice presidente del Consiglio regionale Domenico Pettinari che ieri, tricolore in mano, è tornato a presidiare via Lago di Borgiano e via Lago di Capestrano, «una delle zone più pericolose di Pescara», a pochi passi dal Ferro di cavallo di via Tavo, sostenuto da una ventina di residenti esasperati dalla convivenza con la microcriminalità, il degrado e la sporcizia che invade marciapiedi, strade e i due palazzi pericolanti di via Lago di Borgiano, sgomberati sei anni fa e in attesa di abbattimento. «Lo scopo è sempre quello di lanciare un segnale forte alle istituzioni», spiega Pettinari che nelle sue battaglie ci mette faccia e anima, «affinché mostrino una vicinanza concreta ai tanti cittadini che, ogni giorno, sono costretti a vivere nella paura. Dopo gli sfratti degli abusivi in via Tavo, la delinquenza si è spostata di 300 metri, è accaduto quello che vado predicando da mesi, inascoltato», urla il pentastellato, «mentre io con i cittadini rischio la vita nei quartieri difficili, i miei colleghi in Regione preparano le sanatorie per assegnare gli alloggi popolari a occupanti senza titolo, invece di rispettare i diritti di 700 persone in graduatoria. Una farsa l’abbattimento del Ferro di Cavallo perché sposta solo il problema altrove».
«In questa zona», prosegue, «ci sono persone che occupano le case popolari incassando anche 3mila euro al giorno attraverso lo spaccio di droga, che avviene sotto le finestre dei residenti, in ogni angolo degradato e sporco. La mia presenza qui vuol essere una dimostrazione simbolica che chiarisce quanto un presidio fisso di polizia, che chiedo da ormai dieci anni, sia necessario per combattere la delinquenza». «Solo con la nostra manifestazione», va avanti Pettinari, «abbiamo fatto da deterrente per i criminali, bloccando traffici illeciti: un giro di auto che alla nostra vista sono sparite. Immaginate quanta efficacia potrebbe avere un presidio fisso di agenti addestrati ed equipaggiati». I residenti si mostrano alle telecamere malgrado il timore di ritorsioni, ma non rivelano i nomi: «I criminali spacciano sotto le case e siamo sommersi dall’immondizia», dice una donna che si interrompe, sopraffatta dalla commozione. Pettinari, con alcuni dei residenti ieri mattina, ha perlustrato il quartiere per filmare e documentare i bivacchi sotto gli androni, i marciapiedi invasi da erbacce, bottiglie e cartacce. Ma «l’orrore» lo ha visto nel parco della Speranza, in via Lago di Capestrano: «I drogati sono allungati a terra dopo la dose e poi, quando si rialzano vanno a lavarsi nella fontanina, mentre i bambini giocano tra le siringhe. Mi si è spezzato il cuore».

