Pettinari-Asl, lite su Radioterapia

Il consigliere M5s: chiusa la sala esami Tac. Fortunato: nessuno stop al servizio
PESCARA. «Nel reparto di Radioterapia è stata interrotta l'attività di acquisizione degli esami Tac propedeutica all'esecuzione dei trattamenti» con l'acceleratore lineare per la cura dei pazienti oncologici. «Nessuno stop del servizio, sono solo stati spostati ad altra data due appuntamenti programmati di pazienti che non sono in pericolo di vita».
Botta e risposta a distanza tra il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Domenico Pettinari, che denuncia l'ennesima «carenza organizzativa della Asl di Pescara», e il direttore sanitario Valterio Fortunato, che precisa: «Nessun ritardo e nessuna ripercussione sulle cure dei pazienti». Secondo Pettinari, c'è stata una «chiusura della sala esami Tac, conseguenza grave di una mancata organizzazione e programmazione necessaria all’adeguamento del personale mirato a garantire la dovuta continuità del servizio, anche in ragione della recente entrata in funzione del secondo e moderno acceleratore lineare che permette di somministrare trattamenti all’avanguardia».
Fortunato replica che «stamani (ieri), a causa degli organici impegnati sulle terapie con l'acceleratore, sono stati spostati gli appuntamenti di due pazienti non in pericolo di vita, che avevano visite programmate di esami non urgenti. Avrebbero dovuto essere sottoposti a Tac per l'acquisizione di dati e immagini (la cosiddetta centratura nelle parti del corpo interessate) in preparazione del ciclo di terapie antitumorali (che solitamente vengono avviate non prima di 10 giorni, massimo 3 settimane) con i due acceleratori lineari. Uno dei quali, il più vecchio, è rimasto bloccato un giorno, durante le festività natalizie, per un guasto riparato immediatamente. Attualmente, gli apparecchi sono funzionanti e non ci sono ritardi».
Pettinari attacca i vertici aziendali anche sulle «apparecchiature come la brachiterapia» - sorgente di radiazioni collocata all'interno o vicino alla zona da trattare - «che è stata consegnata nel mese di luglio, mai installata e ancora bloccata nei magazzini della Asl». Fortunato conferma che l'apparecchio non è in funzione «perché occorrono altre autorizzazioni e bisogna concludere i lavori di sistemazione del bunker ospitante, ci sono tempi tecnici da rispettare». Il reparto di Radioterapia è situato nel seminterrato di via Fonte Romana e conta 5 medici e 8 tecnici specializzati.
Cinzia Cordesco

