Pettinari: D’Alfonso chieda i danni

«Il rinvio a giudizio per i responsabili della Asl di Pescara e l’inizio dell’udienza preliminare significa che quando depositai il primo esposto in procura avevo ragione a voler vedere chiaro su...
«Il rinvio a giudizio per i responsabili della Asl di Pescara e l’inizio dell’udienza preliminare significa che quando depositai il primo esposto in procura avevo ragione a voler vedere chiaro su questa procedura che ho sempre considerato opaca e contro gli interessi generali della collettività». Così il consigliere regionale M5S Domenico Pettinari (foto), autore dell’esposto che ha fatto scattare l’indagine sul palazzo di via Rigopiano. «Ritenevo e ritengo che la Asl, avendo edifici di proprietà, avrebbe dovuto ristrutturare questi anziché acquistarne dei nuovi per di più fatiscenti. Ora, la procura ha riconosciuto parti offese la Asl di Pescara, in persona del direttore pro-tempore, e la Regione Abruzzo, in persona del presidente pro tempore: il 18 aprile ho protocollato due invito-diffida, rispettivamente, al governatore e al direttore Asl chiedendo di costituirsi parte civile. Ritengo», dice Pettinari, «sia doveroso per i due enti parti offese costituirsi a tutela degli stessi e nell’interesse della collettività. La tutela dell’ente pubblico passa anche e soprattutto tramite questi atti giudiziari tesi ad ottenere un ristoro dei danni eventualmente riscontrati dal giudice». Se non ci sarà costituzione di parte civile, annuncia Pettinari, «sarà mia premura valutare eventuali segnalazioni alla procura regionale della Corte dei Conti perché accerti eventuali responsabilità. Il palazzo in questione è stato pagato dalla Asl 2,8 milioni ed oggi, a distanza di oltre un anno, si trova in uno stato di completo abbandono: non è stato ristrutturato e necessiterebbe addirittura di un nuovo esborso di danaro pubblico per la ristrutturazione pari a 4 milioni di euro. A fronte di questa situazione la Asl ha diversi edifici di proprietà gravemente ammalorati che necessiterebbero di manutenzione ma per i quali non si troverebbero risorse adeguate e disponibili».

