Pettinari: D’Alfonso poteva fermare la Asl

5 Maggio 2016

La maxi causa da 200 mila euro tra il consigliere grillino e il presidente, non si arresta la polemica

PESCARA. Il giorno dopo la seconda udienza del contenzioso civile tra il presidente Pd della Regione Luciano D’Alfonso e il consigliere regionale M5S Domenico Pettinari, è ancora polemica. In aula, martedì scorso, D’Alfonso e Pettinari si sono incrociati ma non si sono né guardati né salutati.

Dopo l’udienza della causa da 200 mila euro per una presunta diffamazione a mezzo stampa a causa di due articoli su un’operazione immobiliare della Asl contestata da Pettinari, l’avvocato di D’Alfonso, Carla Tiboni, ha diffuso una nota per dire che le eccezioni presentate da Pettinari sono state bocciate mentre le prove chieste da D’Alfonso sono state ammesse. La difesa di Pettinari, con l’avvocato Donatella Rossi, interviene: «Il presidente ha visto passare come prove testimoniali solo 4 capitoli di prova sugli 11 richiesti, ovvero la difesa del presidente si è vista rifiutare 7 domande su 11 da sottoporre ai testi. D’altro canto», dice la difesa del consigliere, «Pettinari ha visto ammettere la prova contraria sui testimoni di D’Alfonso. Sono state poi ammesse le produzioni documentali di entrambe le parti, e quindi i documenti allegati alle memorie sia di D’Alfonso che di Pettinari».

In aula, con una dichiarazione al giudice D’Alfonso ha affermato: «É stata messa in evidenza una distorsione della verità», ha detto D'Alfonso, «io non ero neanche eletto nel momento della decisione, mentre Pettinari ha parlato di gravi responsabilità».

Sulle date dell’acquisto contestato – un’operazione da quasi 3 milioni di euro per acquistare un palazzo da 4 mila metri quadrati in via Rigopiano – la difesa di Pettinari dice: «Teniamo a precisare che i fatti si riferiscono al 15 dicembre 2014 data in cui l’allora direttore generale Claudio D’Amario deliberava l’acquisto della famigerata palazzina di via Rigopiano, ovvero quando D’Alfonso era già stato nominato presidente della Regione nonché commissario ad acta con il potere di bloccare l’acquisto, o comunque la relativa procedura come dimostrato negli atti di difesa del Pettinari». D’Alfonso è stato eletto il 25 maggio 2014 e il secondo bando, decisivo per l’acquisto, è stato emanato il 21 luglio 2014. «I fatti», per Pettinari, «non si riferiscono dunque, come invece vuole far passare D’Alfonso, al periodo relativo la ricerca di mercato fatta dalla Asl, precedente alla sua nomina».