Pettinari e i residenti denunciano: «Spaccio di droga vicino a scuola»

17 Settembre 2023

Il consigliere regionale: in mano ai tossicodipendenti un’area di via Lago di Capestrano, bonifica urgente Protestano i cittadini: dalla finestra vediamo ogni giorno uno spettacolo osceno, ma nessuno interviene

PESCARA. Bivaccano in strada, all’angolo tra via Lago di Capestrano e via Tiburtina. E lì si prostituiscono, spacciano, assumono droga, potendo contare su un’area coperta (privata) che hanno occupato abusivamente e che hanno trasformato in un tugurio, con tanto di materasso, coperta e un tavolino arrangiato, in mezzo a un mare di rifiuti. I residenti della zona non ne possono più e si sono rivolti al vice presidente del Consiglio regionale, Domenico Pettinari, per chiedere aiuto. È lui, sceso in strada con alcuni cittadini, a denunciare il degrado di questo angolo di periferia e a chiedere un intervento delle istituzioni. «Siamo davanti a una struttura privata adibita a covo della morte dove ogni giorno si ritrovano tossici, spacciatori, giovanissime prostitute che vendono il proprio corpo per acquistare droga, ed extracomunitari. Avviene tutto a pochi metri dall'istituto Manthonè e queste presenze mettono a rischio la scuola per cui serve subito una bonifica. Il Comune, poi, deve spostare la casa dell'acqua, perché i cittadini hanno paura a rifornirsi qui. E serve una postazione fissa con due militari e un poliziotto o un carabiniere, da attivare con il progetto Strade sicure», che Pettinari chiede di attivare ormai da anni nelle zone più calde della città. Il suo appello è rivolto a «Comune e Regione e al prefetto. I cittadini non possono andare avanti così», dice da Villa del fuoco dove i controlli delle forze dell’ordine sono stati intensificati, anche con servizi straordinari disposti dal questore Luigi Liguori. E, tra l’altro, è finito in carcere un pregiudicato che era ai domiciliari: dai controlli è emerso che la sua abitazione era frequentata da pregiudicati e tossicodipendenti e ha anche ceduto droga per cui gli è stata revocata la misura alternativa della detenzione domiciliare, sempre a pochi passi dal Manthonè.
Da un palazzo vicino al «covo della morte» segnalato da Pettinati un residente dice che vicino alla casa dell’acqua «c’è di tutto: dalla finestra vedo persone che si bucano o si prostituiscono e poi c’è chi spaccia. Ma le istituzioni non si sono occupate di questo aspetto all'apertura della scuola per cui ogni mattina ragazzi, genitori e insegnanti assistono a uno spettacolo osceno. Si deve fare qualcosa», conclude. Sempre da questa zona i cittadini di via Lago di Capestrano 70 hanno lanciato un Sos, dopo aver assistito al tentativo di incendio di un appartamento e poi allo sfondamento del portone. «Abbiamo paura», hanno scritto in una petizione, «non vogliamo che questi episodi si ripetano, c’è chi ha preferito lasciare l’alloggio» per cui la soluzione potrebbe essere quella di «accertare la sussistenza dei requisiti e allontanare chi non ce li ha più».