Pettinari finisce sotto sorveglianza dopo le minacce

12 Novembre 2020

La prefettura ha disposto un’intensificazione dei controlli per tutelare il vice presidente del consiglio regionale

PESCARA. Dopo le minacce, arrivano le misure di sorveglianza delle forze dell'ordine nei confronti del vice presidente del consiglio regionale, Domenico Pettinari, che ringrazia il prefetto Giancarlo Di Vincenzo. La decisione è scaturita nel corso di una riunione tecnica di coordinamento delle forze di polizia, svoltasi ieri pomeriggio in prefettura, durante la quale «è stata decisa», si legge in una nota, «l'intensificazione delle misure» a favore di Pettinari. Intensificazione che sopraggiunge dopo il grido d'allarme lanciato tre giorni fa dal pentastellato che al Centro ha raccontato «anni di pesanti minacce, intimidazioni, offese e soprusi sopportati in silenzio» durante il suo attivismo nei quartieri difficili come Rancitelli, Fontanelle e via Rigopiano, per denunciare illegalità e degrado, sempre al fianco dei cittadini. Crociate, come l'ultima che ha puntato i riflettori delle tv nazionali sul Ferro di Cavallo, che hanno attirato l'ira della malavita «costretta a rallentare i traffici» a causa delle sue incursioni. E sui social qualcuno ha minacciato di fargliela pagare: «C'è il momento del dialogo e quello dell'azione», hanno scritto i nemici di Pettinari. Che a caldo, dopo la notizia giunta dalla prefettura ieri sera intorno alle 20, ha commentato con un filo di emozione: «Questo provvedimento mi ridà speranza, mi fido dell'operato delle forze dell'ordine che vigilano quotidianamente sulla sicurezza dei cittadini, e sulla mia. Mi rimetto alle decisioni dei tecnici che sapranno fare le giuste valutazioni», ha detto Pettinari, che ha ricevuto la solidarietà della gente comune e dei vertici di M5S. E coglie l'occasione per esprimere «sentimenti di gratitudine» nei confronti del prefetto Di Vincenzo con il quale si è confrontato più volte in questi giorni e al quale ha consegnato una corposa documentazione sui fatti accaduti negli ultimi mesi. «Tra gli episodi più significativi segnalati alle forze dell'ordine», racconta Pettinari, «quelli accaduti un anno fa e circa un mese fa, quando davanti alla mia abitazione, per ben tre volte, sono stati avvistati, dopo la mezzanotte, due figuri incappucciati e con occhiali scuri che hanno tentato di scavalcare il cancello e fotografato la mia automobile parcheggiata in giardino. Il tempo di una ricognizione, poi sono stati messi in fuga dai cani del vicinato». Anche un anno fa furono attivati i controlli di sorveglianza, poi sopiti e oggi, di nuovo, potenziati. Il caso Pettinari è approdato anche all'Antimafia e sui tavoli dei ministeri della Giustizia e dell'Interno.