Pettinari: la gestione va revocata

15 Settembre 2017

Il consigliere regionale M5S: servizi ceduti ad altre società, la Regione si muova

PESCARA. Revocare la gestione delle Naiadi alla Progetto Sport e fare un nuovo bando. Lo chiede il consigliere regionale del M5S Domenico Pettinari, autore di due interrogazioni e un’interpellanza riguardanti presunte «cessioni» di servizi dalla Progetto Sport ad altre società o associazioni sportive. «Ho sempre chiesto al presidente della Regione», dice Pettinari, «di applicare l’articolo 15 del capitolato d’oneri per dichiarare decaduta la concessione delle Naiadi “per inosservanza del divieto di cessione”. La convenzione», dice Pettinari, «prevede in caso di cessione delle attività ad altre società o associazioni l’obbligo della Regione, proprietaria della struttura e con poteri di vigilanza, di revocare la concessione». L’articolo 15 prevede un «divieto di cessione»: «È vietato il subappalto totale o parziale dei servizi oggetto della concessione; è fatto espresso divieto al concessionario di cedere in godimento, in tutto o in parte, il complesso o parte di esso o di cedere ad altri l’esercizio dell’attività di gestione del complesso». Secondo Pettinari, invece, le attività sono state oggetto di subappalto: «A partire dal 2010», dice il consigliere grillino, «quasi tutti i servizi oggetto della concessione sembrerebbero essere stati gestiti da associazioni presenti stabilmente alle Naiadi».
Pettinari dice che, rispondendo alle sue due interrogazioni e all’interpellanza, la Regione avrebbe ammesso l’esistenza di punti critici: «Mi hanno sempre detto che avrebbero proceduto alla revoca e che avevo ragione ma non hanno mai revocato la concessione alla Progetto Sport. Mi chiedo perché la Regione Abruzzo non ha revocato la concessione già nel lontano 2014 quando io lo chiedevo a gran voce e non ha proceduto con un nuovo affidamento come avrebbe dovuto».
Secondo il consigliere, «bastava applicare la convenzione e non saremmo arrivati fin qui», dice Pettinari riferendosi all’acqua fredda nelle vasche e alla lite tra le società sportive per l’uso delle piscine. «Ancora una volta», prosegue, «devo riscontrare che avevamo ragione ma non siamo stati ascoltati e questo mancato intervento della Regione ha sicuramente peggiorato l’erogazione del servizio».
Pettinari invoca lo scioglimento del contratto: «Adesso, oltre a non aver revocato la concessione, la Regione pensa di erogare risorse per la continuità del servizio: si revochi la concessione e si proceda a nuovo affidamento secondo la legge. Nonostante il concordato, ci sono tanti ex dipendenti (creditori) che stanno aspettando ancora gli stipendi».