Pettinari (M5S): «Adesso riferisca in Aula»

25 Aprile 2017

E Acerbo (Rc) chiede le dimissioni del governatore. Di Nanna (Agl) lo difende: «Piena solidarietà»

PESCARA. «La Regione non può essere ostaggio di un personaggio come Luciano D’Alfonso e della sua corte dei miracoli. Chiediamo le sue dimissioni e invitiamo il Pd e i suoi alleati a uscire dal silenzio complice». Il segretario nazionale di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo attacca il presidente della Regione indagato nell’inchiesta su Pescaraporto. «Il problema, prima che giudiziario, è politico. Essere garantisti non significa far finta di non vedere che i comportamenti di D’Alfonso sono incompatibili con il ruolo che ricopre». Per Acerbo, «l’intercettazione in cui D’Alfonso dà indicazione al suo braccio destro Claudio Ruffini di recarsi allo studio dell’avvocato Milia smentisce clamorosamente le dichiarazioni rilasciate dal presidente nella sua conferenza stampa di sabato». Perché, aggiunge, «al contrario di quanto dichiarato, è evidente che la riunione nello studio del suo avvocato penalista-imprenditore a cui hanno partecipato i due suoi massimi collaboratori, Ruffini e Guido Dezio, era proprio volta a sbloccare il progetto della Pescaraporto». E a questo punto Acerbo lancia un’accusa pesantissima: «D’Alfonso dunque ha mentito sapendo di mentire in conferenza stampa: ha detto di non aver aiutato Milia mentre dall’intercettazione emerge il suo ruolo attivo». Sulla prescrizione, in merito al processo Mare-Monti, Acerbo commenta: «Prescrizione non è assoluzione. E come sostenevano i “probiviri” del Pd al tempo del caso Penati chi intende ricoprire cariche pubbliche e ruoli politici ha il dovere di non avvalersi della prescrizione».

Doppia reazione dal M5S, autore della denuncia che fa parte degli atti dell’indagine: «Il presidente», dice il consigliere regionale Domenico Pettinari, «ci venga a spiegare in consiglio regionale il contenuto delle intercettazioni. Queste sono le spiegazioni che deve ai cittadini non le conferenze stampa vuote dove si parla di tutto (soprattutto della “cellulite di Pettinari” offendendomi) tranne che di quello che interesserebbe veramente». La consigliera grillina di Pescara Erika Alessandrini dice: «Le intercettazioni rappresentano la morte politica ed amministrativa di questa città. Ci troviamo davanti a una situazione in cui potere politico ed amministrativo sono piegati agli ordini della classe imprenditoriale pescarese, siamo davanti ad una politica debole ed in ginocchio che decide nelle stanze di pochi potenti privati sulla vita di tutti i cittadini».

«Solidarietà» a D’Alfonso da Vincenzo Di Nanna, segretario di Amnistia, Giustizia e Libertà (Agl) Abruzzi: «Basta con le gogne mediatiche: solidarietà a D’Alfonso come cittadino, anche al di là del suo ruolo istituzionale». (p.l.)