Pettinari (M5S) boccia il piano: «Disponibili i vecchi edifici»
PESCARA. Tante le reazione giunte dal mondo politico locale all’indomani della decisione di realizzare la nuova sede della Regione in una parte dell’area di risulta. «Alla luce dei fatti e della...
PESCARA. Tante le reazione giunte dal mondo politico locale all’indomani della decisione di realizzare la nuova sede della Regione in una parte dell’area di risulta. «Alla luce dei fatti e della situazione difficilissima che stiamo vivendo», dice il vice presidente del consiglio regionale Domenico Pettinari (M5S), «mi chiedo come si possa definire un maxi progetto da realizzare da zero nell'area di risulta una soluzione logica per la sede unica, quando a disposizione della Regione ci sono già due edifici di proprietà, siti in viale Bovio e in via Raffaello, lasciati in abbandono nonostante abbiano tutte le caratteristiche necessarie e un progetto già messo nero».
Diverso il parere del capogruppo regionale di FdI Guerino Testa: «La nuova sede unica della Regione, che sorgerà nel cuore della città di Pescara, risponde a due necessità fondamentali: sicurezza e funzionalità, per dipendenti e cittadini. Ringrazio l'assessore al bilancio Guido Quintino Liris per aver colto l'essenza di un progetto che sarà risolutivo».
Critica, invece, la consigliera comunale Marinella Sclocco (lista civica Sclocco sindaco): «Hanno urlato per anni che il progetto del parco centrale era tremendo. Lo hanno combattuto. Come se niente fosse, appena dopo le elezioni, assessori e consiglieri del centrodestra hanno approvato la stessa identica delibera: “Cari cittadini ci siamo sbagliati, adesso improvvisamente ci piace assai”. Poi hanno anche voluto dare sfogo alla fantasia di qualcuno, chiedendo al privato di realizzare follie come una pista da sci. Risultato: nessun privato ha partecipato alla gara. Adesso, per provare a nascondere il fallimento, lanciano l’idea di appesantire il centro con gli uffici della Regione, consumando altro suolo, ipotecando metà dei posti auto che saranno occupati da centinaia di dipendenti della Regione».

