Pettinari pronto a fare il sindaco «Più attenzione per le periferie»

2 Luglio 2023

Il vice presidente del consiglio regionale ha già in mente la squadra, a prescindere dal sostegno di M5S E mostra il video dello spaccio in via Lago di Capestrano: «In un’ora e mezza, 70 cessioni di droga» 

PESCARA. Se fino a qualche settimana le battaglie erano mirate al riscatto delle periferie ora il campo si allarga e l’obiettivo, l’ambizione, diventa la città da rilanciare. Domenico Pettinari, vice presidente del Consiglio regionale e coordinatore provinciale del Movimento cinque stelle, comincia la sua corsa da candidato sindaco in via Lago di Capestrano, a Villa del fuoco, dove lo sgombero del Ferro di cavallo da abbattere «non ha risolto i problemi di degrado e spaccio ma li ha solo spostati», dice.
LA CORSA A SINDACO A sostenere il suo nome c’è già una squadra, composta da realtà civiche, associazioni, mentre il M5S non si è ancora espresso a livello locale, e dovrà scegliere se sostenerlo e farne il proprio candidato sindaco o se, invece, allearsi con il Pd alle elezioni amministrative del 2024. Pettinari non smentisce le indiscrezioni di queste ore, trapelate dopo i primi incontri con i cittadini. Ora preferisce concentrarsi su una delle zone calde della città che gli stanno a cuore.
LE RIPRESE DELLO SPACCIO Nei giorni scorsi, dopo aver raccolto il grido d’allarme dei residenti, ha raggiunto in incognito via Lago di Capestrano e da un balcone delle case popolari ha osservato i movimenti nel cortile pieno di rifiuti e con l’asfalto sfondato, riprendendo tutto con il cellulare. «In un’ora e mezza», racconta, «sono arrivate circa 70 persone, cadaveri viventi ma anche corrieri e macchinoni. Se tutti, come penso, hanno acquistato della droga a 30 euro a dose, vuol dire che qui si guadagnano 2.100 euro ogni 90 minuti, e quindi si arriva a oltre 30mila euro al giorno in un fazzoletto di terra. I cittadini hanno paura, non ne possono più: sotto a questi palazzi c’è un andirivieni continuo, una confusione notturna che non li lascia riposare e le persone per bene non sanno cosa fare. Un’anziana cerca di allontanare chi disturba gettando secchiate d’acqua dal portone, un giovane è costretto a scendere in strada per allontanare chi disturba». Per il coordinatore del M5S tutto questo malaffare deriva dall’abbattimento del Ferro di cavallo (domani si attivano le ruspe) perché lo svuotamento di quei palazzoni di via Tavo «ha fatto nascere a pochi metri il Ferretto e il Ferruccio, due aree dove si spaccia ugualmente». In via Lago di Capestrano, poi, vicino al distributore dell’acqua, «vivono delle prostitute, accampate, e gli spacciatori fanno i loro affari. C’è gente che dorme in strada anche di fronte al Manthoné, tra tappeti di siringhe e persone che si spogliano lungo la via. Qui ci si sente inermi perché le forze dell’ordine non rispondono».
IL PRESIDIO FISSO Ma ieri, durante la conferenza- denuncia di Pettinari su questi temi, in via Lago di Capestrano la polizia municipale ha organizzato un posto di controllo in strada, fermando macchine e ciclomotori e provando a fermare un calesse che girava indisturbato. «È il primo controllo del genere, non ce ne sono mai stati altri», dicono Pettinari e i residenti. «Noi invece vorremmo una presenza costante», incalza il coordinatore del M5S che torna a chiedere «l’attivazione di “Strade sicure” che il sindaco Carlo Masci, il prefetto Giancarlo Di Vincenzo e il presidente della Regione Marco Marsilio devono sollecitare al governo per garantire la presenza fissa di due militari e un carabiniere o un poliziotto. A Fontanelle ha funzionato». Pettinari segnala anche «l’occupazione dei palazzi Clerico e il corridoio pedonale lasciato aperto vicino al Ferro di cavallo, a fianco al cantiere. Lì i residenti vedono spacciatori e prostitute, e non sono affatto tranquilli».