Pettinari: sto rischiando la vita, aiutatemi a combattere l’illegalità

5 Marzo 2019

Fontanelle, il neoconsigliere regionale M5s guardato a vista dalla polizia lancia un appello ai politici «Ridate le case Ater ai 700 cittadini onesti in attesa, via chi guadagna mille euro al giorno spacciando» 

PESCARA. «Voglio lanciare un appello a tutta la politica, affinché non mi lasci solo nella lotta all'illegalità e all'abusivismo nei quartieri popolari».
E' questo il messaggio di Domenico Pettinari, neo consigliere regionale M5s, che parte dalla notizia del ritrovamento di 110mila euro nella casa di una famiglia rom a Fontanelle (somma che poi il gip Gianluca Sarandrea ha restituito alla famiglia stessa senza poter dimostrare la provenienza illecita del danaro), per denunciare quello che accade tra Fontanelle, Rancitelli e via Rigopiano.
«Senza entrare nel merito della decisione della magistratura, che ha tutto il diritto di fare il suo corso, reputo inaccettabile che una famiglia in possesso di 110mila euro in contanti trovi alloggio nelle case popolari. Queste sono abitazioni pensate per persone che hanno reddito zero o comunque molto basso, invece spesso gli inquilini sono abusivi e benestanti. Se tutto va bene pagano 10 euro di affitto al mese, guadagnano dai 500 ai 1000 euro al giorno delinquendo, spacciando droga. Tutte queste persone vanno sbattute fuori, per far spazio alle oltre 700 famiglie in lista d'attesa per una casa Ater, persone oneste che ne hanno davvero bisogno».
Quindi, il consigliere pentastellato prosegue: «La scorsa giunta regionale non mi ha mai dato retta, così come non lo sta facendo il presidente Marsilio, a cui ho già scritto quattro volte senza ricevere risposta». Mentre parla, le pattuglie della polizia presidiano la zona dell'associazione Uniti per Fontanelle, in via Caduti per Servizio, aiutate anche dagli agenti in borghese.
«Io rischio la vita e nessuno appoggia la mia battaglia. Dov'è la Lega abruzzese che ha impostato la sua campagna elettorale sulla sicurezza?», si domanda.
Ma Pettinari non si limita a denunciare quello che ormai è sotto gli occhi di tutti, avanzando delle idee per mettere un freno alla situazione: «Chiedo al presidente della Regione, in qualità di proprietario delle case Ater di avviare, di concerto con le forze dell'ordine, un'indagine patrimoniale per conoscere la situazione economica di ciascun residente. Sono entrato personalmente in alcune di queste case, trovando quadri e arredamenti in oro. Addirittura, qualche giorno fa un macedone, inquilino Ater, ha dichiarato di avere un reddito di 3mila euro mensili. E allora non ha alcun diritto di abitare una casa destinata alle persone in difficoltà».
Quindi, un passaggio sulle attività recentemente svolte nel ferro di cavallo dopo l'aggressione al giornalista di Rai 2 Daniele Piervincenzi: «Basta operazioni a orologeria. Ringrazio le forze dell'ordine per l'impegno e la dedizione, ma a mio giudizio serve una loro presenza costante in queste zone, 24 ore su 24, come avvenuto proprio qui a Fontanelle nel 2011 dopo l'attentato al presidente dell'associazione Uniti per Fontanelle Nello Raspa». Poi annuncia: «Nei giorni scorsi ho sentito un alto funzionario dire che adesso si partirà con il censimento. Questo mi fa pensare che negli ultimi 40 anni, segnati da delinquenza e criminalità, non sia mai stato fatto. Domani, ho appuntamento con il prefetto Gerardina Basilicata a cui andrò a chiedere quello che oggi sto denunciando pubblicamente, sperando che non solo dalle istituzioni, ma anche dalla politica, arrivi un segnale forte, congiunto, per cacciare via chi non ha diritto, ripristinare la legalità e consegnare queste abitazioni a chi ne ha davvero bisogno».
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