Pettinari: «Una stanza per drogarsi dentro le case popolari dell’Ater»

5 Maggio 2019

Il consigliere regionale torna nel rione ostaggio degli irregolari e si appella a Comune e Regione «Serve un censimento, bisogna cacciare chi commette reati, gli abusivi, e chi non ha più titolo»

PESCARA. La chiamano “stanza del buco”. Ed è un locale dove la droga «si cede e si consuma», in uno dei palazzi dell’Ater che compongono il complesso tra via Rigopiano e via Passo della Portella. Alla “stanza del buco”, che poi è un appartamento, «si accede da una porta verde pastello e il traffico per arrivare a quell’uscio è continuo, a qualsiasi ora. C’è chi entra e chi esce e qualcuno si ferma direttamente sulle scale a consumare stupefacenti, tanto che gli inquilini di questo stabile hanno perfino paura ad entrare nel palazzo e aspettano che sia tutto libero, anche per ore, prima di percorrere le scale e rientrare a casa».
Ancora una volta a sollevare il problema su questo rione, insieme ai residenti, è il consigliere regionale e vice presidente del Consiglio Domenico Pettinari, del Movimento cinque Stelle che ieri mattina è tornato in via Passo della Portella, una delle zone degradate della città per le quali si batte da anni, dai banchi dell’opposizione a Palazzo dell’Emiciclo.
Circondato da un gruppetto di residenti, ha constatato che «sono passati tre mesi dalle elezioni, e in Regione non è stato fatto niente per le case popolari. Tutti i miei appelli continuano a cadere nel vuoto e a fianco a me non c’è nessuno, non solo nelle mie richieste ma anche nel mio girare tra i quartieri». Le sollecitazioni sono identiche rispetto a mesi e anni fa. «Vanno buttati fuori i criminali che usano queste case per commettere reati, e va effettuato un censimento. Solo così si potrà capire chi è abusivo, e va cacciato dalla Regione, e chi non ha più i requisiti. E per questi va dichiarata la decadenza dal Comune», ha continuato Pettinari. «I soldi ci sono eccome, ma vanno destinati dalla Regione a questo tipo di interventi, cioè a una grande stagione degli sfratti. È tutta una questione di volontà politica» e il centrodestra non dovrebbe incontrare difficoltà da questo punto di vista perché «in campagna elettorale ha fatto delle promesse ai cittadini, annunciando più sicurezza e più legalità». E invece «mi ritrovo sempre solo, come forza politica», ha detto sempre Pettinari che da tempo si sente nel mirino di chi lo «minaccia in maniera non troppo velata».
Un ruolo possono averlo anche le forze dell’ordine, ma «se devono venire a guardare gli abusivi non serve a niente. Occorre che queste persone vadano via. E non sono pochi: qui, tra via Rigopiano e via Passo della Portella, gli abusivi sono il 50 per cento». Sul fronte della sicurezza e dell’ordine pubblico il consigliere pentastellato ha sempre chiesto, e continua a chiedere, «un presidio fisso. Se poi serve più personale per un servizio di questo genere, devono attivarsi il prefetto e il questore e chiedere uomini».
Pettinari non intende fermarsi e dopo aver portato nei quartieri difficili il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede annuncia che invierà un dossier al ministero dell’Interno.
I residenti lo ascoltano e continuano a sperare che qualcosa si muova, dopo i primi interventi di sfratto dei mesi scorsi. Perché molti problemi sono ancora lì: non solo “la stanza del buco” che rende la vita difficile a chi vive nel palazzo, ma anche la presenza di alcuni abusivi «particolarmente arroganti e violenti, se non minacciosi, nei modi». Proprio gli irregolari si rendono responsabili, dicono nel rione, di «allacci abusivi che fanno lievitare le bollette di chi paga il dovuto». A proposito di abusivi, Pettinari chiede di verificare la posizione di chi occupa l’appartamento dove si spaccia. «Ha tutti i requisiti? È abusivo o forse moroso?».
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