«Più aree pedonali per ridurre i rischi»
La presidente di Pescarabici Di Russo indica una serie di proposte per migliorare la qualità dell’aria
PESCARA. «Noi vogliamo che un’area molto più vasta dell’attuale sia chiusa al traffico e che le zone limitrofe vengano regolamentate con percorsi protetti per le bici con ampi spazi per i pedoni». La richiesta arriva dalla presidente di Fiab Pescarabici Laura Di Russo che, in una lettera aperta, critica la posizione della Confcommercio da sempre contraria alle isole pedonali.
«Come si fa ancora a sostenere, come fa Franco Danelli presidente di Confcommercio, che l’inquinamento atmosferico nei centri urbani è dovuto “quasi totalmente” alle emissioni per il riscaldamento? Come si fa a spacciare per “certa” una “non verità”?», afferma la presidente, «il Pm 10 (polveri sottili, ndr) è un inquinante dalla natura chimico-fisica complessa, alla cui costituzione contribuiscono più sostanze. Può avere sia origine naturale (processi di erosione del suolo, incendi boschivi, dispersione di pollini), sia antropica: tra le sorgenti antropiche un importante ruolo è rappresentato dal traffico veicolare. Lo dice l’Ispra».
«È stata la stessa Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’Organizzazione mondiale della sanità a stabilire come l’inquinamento atmosferico sia cancerogeno per la salute umana, specialmente per ciò che concerne il particolato», dice la Di Russo, «l’inquinamento dell’aria fa ammalare e fa morire. Il rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente (Aea) ha certificato come l’Italia sia il Paese dell’Unione europea che fa registrare il maggior numero di morti premature rispetto alla normale aspettativa di vita a causa dell’inquinamento dell’aria. Possiamo parlare o no, a questo punto, di riduzione del traffico veicolare? Oppure vogliamo andare casa per casa per dire alle persone che devono spegnere il riscaldamento? Cosa che, tra l’altro, non ridurrebbe i rischi dell’inquinamento outdoor?». «Ma soprattutto, perché si continua a ritenere valida l’equazione commercio = auto e parcheggi in centro? Noi non ci stiamo», spiega, «siamo convinti che il commercio avrebbe solo da guadagnare da un’isola pedonale molto più vasta di quella attuale». «Siamo convinti si debbano adottare immediatamente misure minimali di grande efficacia», conclude, «citiamo, ad esempio, gli interventi sulla logistica sostenibile, elettrica o ciclistica, visto che la sola movimentazione delle merci determina in città la maggior parte del traffico; oppure, tutta l’attività di controllo della mobilità sistematica (spostamenti casa-lavoro, casa-scuola), che si manifesta a precisi orari, di cui devono occuparsi i mobility manager».

