«Più reti ciclabili, fluviali e ambientali»

28 Settembre 2016

Tornano in città gli studenti della facoltà di Architettura per elaborare progetti di mobilità sostenibile

MONTESILVANO. Quanto le reti ciclopedonali possono incidere sulla qualità e la vivibilità degli spazi pubblici cittadini? È da qui che prenderanno forma le proposte degli studenti di Architettura della d'Annunzio, che oggi saranno impegnati in un nuovo sopralluogo in città.

Prosegue, infatti, la serie di studi da parte dell'università in città, nell'ambito di una convenzione sottoscritta lo scorso aprile dal sindaco Francesco Maragno e dal direttore del dipartimento di Architettura, Paolo Fusero. A occuparsi del sopralluogo saranno gli allievi del corso di Urbanistica 3, guidati dal professor Matteo Di Venosa.

«Abbiamo individuato tre aree di studio. La prima, sarà quella della stazione ex Fea; la seconda, puntata sulla zona tra Villa Delfico e la ex colonia Stella Maris, passando per via Marinelli. La terza, è la foce del Saline, nell’area retrostante il Palacongressi e il centro Porto Allegro» spiega il docente. «I corsisti che partecipano al laboratorio integrato di progettazione urbana elaboreranno delle proposte che metteranno in evidenza quanto le reti dedicate alla mobilità lenta, ossia quelle ciclopedonali, siano capaci di incidere sulla qualità e la vivibilità degli spazi urbani».

Gli studenti raggiungeranno la stazione di Pescara in autobus. Saliranno, poi, su un treno regionale per raggiungere Montesilvano. «Sono effettivamente convinto che il potenziamento delle reti ciclopedonali possa rappresentare un concreto strumento di riqualificazione e di miglioramento della qualità della vita della nostra città» sottolinea l'assessore alla Mobilità, Fabio Vaccaro. «Anche la intermodalità, grazie alla quale il docente e i suoi studenti raggiungeranno Montesilvano, risponde pienamente a quei principi di mobilità sostenibile che sono alla base della convenzione che unisce il nostro Comune all'università. Documento incentrato proprio sullo sviluppo di reti ciclopedonali, slow mobility, reti fluviali e ambientali. A queste giornate studio, ci piacerebbe affiancare la creazione di un Urban center, luogo dove i ragazzi potranno illustrare i progetti e discutere delle loro idee. Uno spazio aperto alla cittadinanza, che potrà così divenire parte attiva nell'elaborazione di queste proposte».

Rosa Anna Buonomo

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