«Più volontari nella Cittadella»

13 Dicembre 2015

Appello di Valentinetti nel primo rito religioso alla Caritas. Oggi seconda cerimonia a San Cetteo

PESCARA. In centinaia hanno voluto esserci. E varcare per primi la porta della cappella di via Alento, nella Cittadella dell’Accoglienza della Caritas. Quella, da ieri, è una delle porte sante del Giubileo della Misericordia voluto da Papa Francesco per cui superandola si potrà ricevere l’indulgenza plenaria. Alle 12.52 è stato l’arcivescovo di Pescara-Penne, monsignor Tommaso Valentinetti, a spalancare l’uscio, dopo aver celebrato la messa nella chiesa di San Gabriele dell’Addolorata e aver guidato la processione di fedeli fino a via Alento.

Nell’omelia Valentinetti ha lanciato un appello «alla conversione, alla misericordia e al perdono» e una volta dentro la Cittadella si è augurato che la città si avvicini a questo luogo, «dove si sperimenta più che altrove il dar da mangiare agli affamati, il dare da bere agli assetati, il vestire chi è nudo, l’ospitare i pellegrini. Ecco perché», ha spiegato, abbiamo deciso che una porta santa potesse essere proprio qui: non solo per lucrare l’indulgenza ma anche per ricordare al cristiano che il suo amore deve essere verso gli ultimi, i piccoli, coloro che ne hanno particolarmente bisogno».

L’anno santo sarà quindi l’occasione per vivere la misericordia auspicata dal Papa e per farlo nella Cittadella, dove trovano rifugio poveri, migranti e senza tetto. «Ci auguriamo», ha proseguito Valentinetti «che ci saranno tanti volontari che spenderanno qui il proprio tempo per gli altri», oltre ai 200 circa che già prestano servizio nella struttura. E speriamo che qualcuno capisca un po’ meglio e un po’ di più quanto è necessario essere attenti agli altri, aiutando coloro che hanno necessità e aiutando la Cittadella, venendo a fare servizio qui».

Un primo risultato è stato già raggiunto, ha fatto notare il direttore della Caritas, don Marco Pagniello, registrando la partecipazione di ieri. «C’è tanta gente, con o senza fede, che è disposta a lasciarsi commuovere e a credere che una umanità diversa è possibile. Noi abbiamo visto i musulmani preparare i nostri libretti di preghiera e crediamo che il vero incontro tra le religioni sia proprio questo. La giornata di oggi mi dà speranza e spero che questa affluenza non si limiti ad oggi e che la Cittadella possa essere usata per incontrare chi è diverso». La Caritas farà la sua parte organizzando momenti di preghiera interreligiosi e incontri di conoscenza «lavorando su numeri piccoli, senza voler turbare la vita di questo luogo, per far avvicinare chi è lontano».

Non serve molto per fare questo passo. «Di volontariato c’è sempre bisogno», ha concluso Don Marco, «e non conosce religioni né colori di pelle. Chi vuole fare il volontario da noi, viene e si mette a servizio dall’altro. Sappiamo che i soldi non ci sono ed è sufficiente condividere il tempo: tanti dei ragazzi che si trovano qui sono soli e hanno bisogno di vederci come persone che si mettono al loro fianco, per camminare insieme». Il percorso di apertura delle porte sante si conclude oggi: alle 11 al Santuario del Beato Nunzio Sulprizio a Pescosansonesco e alle 17.30 a Pescara, con la processione dalla parrocchia dello Spirito Santo alla Cattedrale.

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