Pianella, il Belvedere porterà il nome del soccorritore eroe

23 Gennaio 2018

Domenica la cerimonia in omaggio ad Andrea Pietrolungo Lo speleologo morì dopo tanti interventi per il maltempo

PIANELLA . Il belvedere di via Meridionale, a Pianella, dal quale si può ammirare la Majella, sarà intitolato ad Andrea Pietrolungo, lo speleologo e soccorritore deceduto dopo aver coordinato per giorni i soccorsi durante l’ondata di maltempo che ha colpito l’Abruzzo lo scorso gennaio.
Lo ha deciso il Comune, per onorare la memoria dello speleologo scomparso. La cerimonia si terrà domenica 28 gennaio, nell’approssimarsi del primo anniversario della scomparsa di Andrea Pietrolungo, di Pianella. La proposta dell’amministrazione, accolta dai famigliari e dal Cai regionale, dove Andrea era molto conosciuto e stimato, essendo anche direttore della scuola regionale tecnici di soccorso speleo, «vuole ricordare il suo generoso contributo a chi era in difficoltà», fanno sapere dal Comune, «e trasmettere le sue qualità e il suo ricordo alle future generazioni».
Il belvedere, che ingloba anche un suggestivo anfiteatro, è situato a ridosso del centro storico ed è frequentato in prevalenza dai giovani; ha recentemente visto interventi di ripristino, in quanto si tratta di un’area che consente di spaziare lo sguardo su un bellissimo panorama, compresa la Majella, montagna dove numerose volte Andrea si è cimentato in campi speleo ed esplorazioni delle grotte.
Alla cerimonia, oltre alle istituzioni, prenderanno parte famigliari, amici e i numerosi collaboratori del Cai che hanno condiviso con lui innumerevoli esperienze e ricordi.
Dopo la benedizione, alle ore 11.30, si procederà a scoprire la targa commemorativa. «Con l’intitolazione, intendiamo rendere permanente il ricordo e l’esempio che Andrea rappresenta per tutti noi», afferma il sindaco Sandro Marinelli. «Sono ancora vive le ferite di quei giorni terribili per la nostra regione, quando l’emergenza si è purtroppo trasformata in tragedia, con numerose vite spezzate o messe in pericolo. Andrea, insieme a tanti altri impareggiabili volontari, era lì senza risparmiarsi», continua il primo cittadino, «a cercare di soccorrere quante più persone possibili, rimaste senza viveri e senza riscaldamento, talvolta per numerosi giorni». Il suo ricordo, conclude il sindaco, «sarà così sempre vivo a ricordare i valori dell’altruismo e del volontariato ogni volta che, anche chi non ha avuto modo di conoscerlo, passeggerà in quel luogo».