Pianella, incendio nella cantina Chiarieri

Il rogo nei locali destinati all’imbottigliamento dei vini, proseguono le indagini per capire la natura delle fiamme
PIANELLA. Incendio doloso? Corto circuito? Sono pochissime, in queste ore, le certezze degli investigatori che stanno indagando sul rogo avvenuto l’altra notte all’interno della Società Agricola Chiarieri, un’attività che va avanti di generazione in generazione dal 1927. Le fiamme, spente dai vigili del fuoco di Pescara, hanno interessato una parte della struttura di Pianella, alcuni locali destinati all’imbottigliamento dei vini, dei bancali sui quali erano sistemate le bottiglie già confezionate e di macchinari per l’imbottigliamento. Il danno (che è assicurato) non è stato quantificato dal punto di vista economico ma è sicuramente ingente, spiegano i carabinieri della compagnia di Pescara che si stanno occupando del caso, coordinati dal tenente Antonio Di Dalmazi.
Sulle cause che hanno scatenato le fiamme non si esprimono, fino ad ora, ma non escludono il rogo. Certo, sul posto non sono stati trovati possibili inneschi o micce, ma non è stata neppure rintracciata la fonte di un possibile corto circuito per cui i militari, intervenuti sul posto con il personale di Pianella, stanno effettuando accertamenti a 360 gradi e hanno già ascoltato il titolare dell’attività per capire se in questo momento qualcuno possa avercela con lui. Ma a quanto pare non esistono sospetti e nei giorni scorsi nulla ha fatto presagire un evento simile: nessun problema, nessuna minaccia, nessun avvertimento, per l’azienda agricola fondata quasi un secolo fa sulle colline di Pianella da Ciriaco Chiarieri, che si occupa della produzione di vino e olio e che proprio qualche giorno fa ha ricevuto l’ultimo di una lunga serie di riconoscimenti, tra onorificenze, diplomi e medaglie. A Francesco Chiarieri, rappresentante della quarta generazione di questa famiglia, è andato l’Oscar green di Coldiretti, per il prezioso contributo apportato all’innovazione in agricoltura.
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