Pianeta moda in vetrina 22 aziende e giovani talenti

Oltre tremila persone al Porto turistico per assistere all’evento condotto da Jo Squillo con Sara Ricci
PESCARA. L’Abruzzo si è mostrato in tutta la sua bellezza nella sfilata-evento di Pianeta Moda Fashion Academy. Domenica sera, nel Porto turistico Marina di Pescara, più di tremila persone hanno assistito alla manifestazione “L’Abruzzo nel cuore e nella moda”, condotta da Jo Squillo e da Beppe Convertini, con una testimonial d’eccezione, l’attrice Sara Ricci. Un evento che ha aggregato ventidue aziende abruzzesi, più di cento persone nel backstage tra modelli e addetti ai lavori, e sessanta giovati talenti, allievi della scuola di formazione Pianeta Moda, che hanno portato in scena le loro creazioni, tutte legate alle suggestioni del territorio e alle sue eccellenze.
La manifestazione, diretta artisticamente da Ivan Giampietro, ha acceso i riflettori sulla regione, in un viaggio tra artigianato, cultura e qualità che ha portato in passerella creazioni uniche. Perché l’Abruzzo si rialza, e lo fa anche attraverso la moda. Ed ecco allora che in scena sono apparse le giacche e gli zaini di lana “moretta”, tipicamente abruzzese e naturalmente colorata, e poi abiti fluenti dalle delicate sfumature giallo e viola, i colori dello zafferano di Navelli usato per tingere le sete, come pure l’amaranto del vino Montepulciano. E ancora, i capi sportivi con le stampe attualizzate delle storiche ceramiche di Castelli, indossati da giovani modelli come fosse la cosa più naturale del mondo. Tra le tante idee portate in scena, anche il rosone della basilica di Collemaggio dell’Aquila, trasformato in borse e valigie che hanno sorpreso il pubblico presente.
Una platea composta da molti addetti ai lavori: più di cento infatti i rappresentanti di aziende di settore, venuti proprio per catturare novità e scoprire talenti. «Valorizzare i nostri studenti e lo sviluppo delle economie rurali è stato il punto di partenza di questo progetto», spiega Rita Annecchini, direttrice di Pianeta Moda, «lo abbiamo fatto recuperando il prezioso artigianato abruzzese, coinvolgendo i migliori operatori e lasciandoci ispirare dalle bellezze della nostra terra, quelle naturali, ma anche artistiche e poetiche».
È così, ad esempio, che è nato il “progetto lana” basato sulla sostenibilità ambientale, in cui ha avuto un ruolo decisivo per l’esecuzione dei capi, l’azienda Amedeo Ferrante di San Giovanni Teatino. E poi, l’associazione di allevatori Pecunia che con esperienza e devozione ha lavorato la lana con tinture esclusivamente naturali, utilizzando particolari tecniche come la tinteggiatura fatta con il Pan Montepulciano d’Abruzzo delle storiche Cantine Bosco di Nocciano. Ma anche la Dyloan studio Bond Factory di Chieti Scalo, che ha guidato gli stilisti verso le ultime tecnologie per nobilitare i capi.
A brillare sotto le stelle è stato anche il progetto legato al distretto del denim, attraverso uno dei suoi più importanti produttori, l’Industria tessile del Vomano. Altro partner in questo progetto è stato il brand Antonio Zuma. E poi, le ceramiche di Castelli, che hanno preso vita grazie anche alla collaborazione con il liceo artistico Grue e l’azienda pescarese Giosport, produttrice di abbigliamento sportivo. Un altro progetto è quello della rivisitazione del costume di Scanno grazie all’apporto dell’azienda Tescon di Alba Adriatica. La vita dei capi e degli accessori realizzati, non finirà qui. Diventeranno infatti ambasciatori silenziosi dell’Abruzzo, portando colori e suggestioni di questa terra in giro per il mondo: saranno esposti, tra gli altri, alla Première Vision di Parigi, a Pitti Filati e al Mipel di Milano.
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