Piattaforma digitale Il liceo Galilei leader del progetto europeo

29 Marzo 2015

Gli studenti dello Scientifico pescarese in Germania per un workshop sull’apprendimento a distanza

PESCARA. Ancora una bella e interessante iniziativa didattica vissuta in prima persona da alcuni studenti dello scientifico Galilei. Il liceo pescarese, diretto da Gerardo Di Iorio, è risultato nei mesi scorsi vincitore di un Progetto europeo per la creazione di una piattaforma informatica didattica. Nell'ambito del progetto denominato Moos - Mutual open and online skills - sono stati coinvolti altri 7 Paesi europei: Inghilterra, Spagna, Germania, Polonia, Svezia, Finlandia e l'Italia, rappresentata dal Galilei che è anche capofila dell'iniziativa coordinata dalla professoressa Doriana Papile. Dopo aver ricevuto le delegazioni dei sette Paesi europei a Pescara lo scorso novembre, i docenti coinvolti hanno dato vita al primo Steering meeting del progetto incontrandosi in Germania a Wuppertal la scorsa settimana, dove è stata coinvolta una rappresentativa di circa 35 studenti e 15 docenti. Nella circostanza sono state poste le basi del progetto che avrà una durata di tre anni.

Il docente Bruno Marien e Papile hanno accompagnato 5 studenti del Galilei in Germania: Lorenzo Durante, Mario Monaco, Matteo De Angelis, Alessandro My e Damiano Amatruda hanno trascorso un'intera settimana in compagnia dei loro colleghi europei per realizzare una piattaforma digitale e un workshop sull'apprendimento a distanza e sull' e-learning. «Mi sono sentito un cittadino europeo, parte di una comunità di ragazzi che come me si sono dimostrati entusiasti di incontrare culture diverse», spiega Amatruda. «Si è trattato di un'ottima opportunità», dice Durante, «per conoscere i coetanei di altri luoghi d'Europa, le loro abitudini e i loro usi, potendo peraltro perfezionare l'uso della lingua inglese». I ragazzi, infatti, essendo stati ospitati da alcune famiglie in Germania, hanno dovuto affrontare le necessità quotidiane esprimendosi in inglese, confrontandosi con i colleghi europei e scambiando idee e opinioni. «La settimana in Germania», sostiene Monaco, «è stata per me un'esperienza unica e davvero costruttiva. Confrontarsi con altre culture e con altri modi di vivere mi ha fatto maturare molto». Dice De Angelis: «Tra periodi di lavoro, giri nelle città e cene multiculturali, mi sono ritrovato a vivere con una piccola "famiglia globale", stringendo nuove amicizie». «Il desiderio di rimanere era forte», spiega My, «ma purtroppo sapevamo che potevamo stare in Germania solo per una settimana, che dovevamo divertirci ma anche lavorare».