Piazza Affari ci crede e regge
Seduta trascorsa tutta in positivo, ma con i dazi Usa chiude piatta
MILANO. La guerra tra Stati Uniti e Unione Europea sui dazi affossa le borse europee fatta eccezione per Piazza Affari che chiude piatta reggendo all'onda d'urto grazie ad un clima politico più disteso e l'arrivo di un nuovo Governo composto da Lega e Movimento 5 Stelle. Con la crisi politica ormai risolta si è allentata anche la tensione sui titoli di stato con lo spread tra Btp e Bund che ha chiuso in calo.
I listini europei hanno avviato la giornata all'insegna del cauto ottimismo ma l'annuncio degli Usa di imporre i dazi sull'importazione di acciaio e alluminio ha provocato nervosismo sui mercati. A risentire delle maggiori perdite sono stati i titoli dei settori finanziari e quelli dell'industria. La Borsa di Francoforte (-1,4%) è stata la peggiore, appesantita dalle perdite di Deutsche Bank (-6%) dopo che le autorità americane hanno designato la divisione statunitense dell'istituto di credito tedesco nella lista delle banche con forti debolezze.
Dopo il nervosismo iniziale, con il sali e scendi del listino principale di Piazza Affari e lo spread sulle montagne russe, la Borsa di Milano ha imboccato la strada di un prudente miglioramento concludendo la seduta in parità. Ancora una volta a farne le spese sono state le banche, fatta eccezione per Mps che ha chiuso in rialzo del 7% a 2,68 euro. In netto miglioramento la situazione dei titoli di Stato con lo spread tra Btp e Bund che ha chiuso in calo a 241 punti base ed il rendimento del decennale italiano che è sceso al 2,74%. Ancora più considerevole il recupero dei titoli a due anni, il cui spread è sceso a 159 punti (-58 punti) e il rendimento allo 0,91%. A tranquillizzare gli investitori è arrivato anche il commissario Ue agli affari economici Pierre Moscovici il quale ha ricordato che sull'economia italiana «ci sono voci infondate e inopportune», al contrario «l'Italia emerge da un lungo periodo di crisi» con «miglioramenti reali», quindi «bisogna concentrarsi su questi fatti piuttosto che speculare».
Dopo le tensioni italiane ora i mercati guardano con preoccupazione alle vicende spagnole, dove il premier Mariano Rajoy probabilmente oggi sarà sfiduciato dal Congresso dei deputati e sostituito dal socialista Pedro Sanchez. Alla crisi politica la Borsa di Madrid ha reagito con nervosismo concludendo la seduta in ribasso dell'1%.

