Piazza Muzii, bando per il mercato
Prosegue il progetto per aprire un brand di moda. Rapposelli: serve un confronto
PESCARA. I progetti del Comune sul mercato di piazza Muzii dovranno essere al centro di un tavolo di confronto. È la richiesta avanzata alla giunta dal presidente della commissione Commercio e Attività Produttive Fabrizio Rapposelli, al termine della riunione di ieri che ha visto la partecipazione del funzionario delle Attività produttive Lanfranco Chiavaroli.
«In sostanza», spiega Rapposelli, «l’amministrazione avrebbe deciso di procedere con un’iniziativa tesa a valorizzare il mercato coperto, dopo aver verificato che c’è un interesse di alcuni operatori economici privati che hanno stimolato tale opportunità. La macchina amministrativa ha allora individuato le aree della struttura che potrebbero essere oggetto di tale valorizzazione attraverso la loro sdemanializzazione, cioè la vendita, che dovrà avvenire tramite un bando a evidenza pubblica al quale potranno rispondere tutte le ditte interessate. Ora si sta lavorando sul progetto preliminare e sulla redazione del bando. L’iniziativa», prosegue il consigliere comunale di Forza Italia, «riguarderà il piano superiore del mercato e una fetta del pianterreno, prevedendo anche lo spostamento e il ricollocamento nel manufatto dei 6 box-licenze commerciali attualmente operativi e le cui concessioni comunque giungeranno in scadenza il 31 dicembre 2023 in virtù della normativa Bolkestein».
Secondo le previsioni «il bando dovrebbe essere destinato all’insediamento, nella struttura, di un’attività commerciale, ma puntando esclusivamente a un brand di moda di alto livello, escludendo sicuramente le attività di ristorazione. Ma assegnando l’immobile a un marchio potenzialmente appetibile solo a una ristrettissima cerchia di clienti, si potrebbe desertificare ulteriormente il mercato. Quella zona di Pescara ha bisogno di altro», conclude Rapposelli chiedendo «un bando pubblico aperto, utile per favorire l’insediamento non di un’attività di nicchia o, peggio, d’élite, come potrebbe essere un marchio d’alta moda. Dobbiamo puntare su un’iniziativa commerciale capace di intercettare i grandi flussi di utenza, un prêt-à-porter, se non addirittura un centro fieristico».

