Piazza S. Caterina si sente al sicuro col vigile-Rambo

10 Maggio 2016

Spaccio di droga e bivacchi all’interno del parco. Ma ai residenti che si lamentano il maresciallo dice: «Sono qui per voi, scendete e riappropriatevi di questo posto»

PESCARA. «Glielo dico in continuazione ai residenti qui intorno, scendete. Invece di guardare dalle finestre e lamentarvi, scendete e riappropriatevi di questo parco». Il maresciallo della polizia municipale Lello Troiano da dieci anni è responsabile della sicurezza del parco di piazza Santa Caterina, da quando l’allora sindaco D’Alfonso realizzò la recinzione per renderlo più sicuro. Eppure, sono passati dieci anni, ma le lamentele e i timori dei residenti sono più o meno sempre le stesse. Come H.D.P., 38 anni e un’infanzia trascorsa proprio in quel giardino diventato oggi il cuore di un quartiere multietnico che ha abbracciato nuove culture e spinto via i residenti storici.

«Da due mesi questo parco è tornato a essere inavvicinabile», protesta la residente, «con gente che bivacca a tutte le ore, lo spaccio di droga dalle cinque del pomeriggio in poi, la sporcizia e i resti di cibo buttati dappertutto. Chiamiamo di continuo la polizia, ma ormai pensano solo alla sicurezza in piazza Muzii, quello che succede qui non interessa a nessuno». Non ci sta il maresciallo Troiano, ben consapevole di essere un filtro decisivo per i frequentatori del parco.

«I cittadini devono stare tranquilli, perché ci sono io, la mia presenza li deve far sentire tutelati», dice. Il problema, però, è che il maresciallo Troiano, che dipende direttamente dall’ufficio di gabinetto del sindaco, oltre al parco di piazza Santa Caterina ha da controllare anche il Florida e, quando può, il parco De Lellis vicino allo stadio, «dove c’è un ubriacone che ogni tanto si spoglia e bisogna intervenire». E ancora, e quando gli appuntamenti istituzionali lo richiedono, deve accompagnare il sindaco, il quale tiene comunque a precisare che «avviene molto ma molto di rado, giusto per andare a trovare qualche centenario». Di fatto, e basta vedere per capire, quando c’è lui, il maresciallo che tutti salutano e che qualche anziana chiama perfino “Rambo”, le brutte facce spariscono e le persone affacciate alle finestre iniziano ad arrivare nel giardino alla spicciolata. Il maresciallo li conosce praticamente tutti, compresi i frequentatori meno raccomandabili. E quello che più conta, loro conoscono lui. Per questo eseguono senza colpo ferire quando il maresciallo li invita a raccattare i resti di cibo, a pulire e ad andarsene se la loro presenza comincia a prendere le sembianze di un bivacco. «In questi dieci anni le cose sono cambiate tanto invece», dice Troiano, «ma non si può essere nemmeno razzisti. È vero, il martedì e il mercoledì vengono le badanti a mangiare qualcosa insieme, ma non fanno nulla di male. Certe facce, che si conoscono, purtroppo cambieranno ma non spariranno mai, e per questo sto lì a vigilare. Ma il resto lo devono fare i residenti, i cittadini: invece di lamentarsi devono scendere e riappropriarsi del parco. Altrimenti che ci sto a fare io?». ©RIPRODUZIONE RISERVATA