Picchia il padre per mesi e devasta la casa: arrestato
Rinchiuso in una casa di cura 36enne che ha aggredito più volte il genitore Bastavano uno sguardo o un gesto per scatenare botte, lanci di piatti e bicchieri
PESCARA. Bastava poco per fargli perdere le staffe: era sufficiente uno sguardo normalissimo o un gesto apparentemente insignificante per far andare su tutte le furie un 36enne con un passato da tossicodipendente e in cura al Centro di igiene mentale. E quando andava fuori di testa se la prendeva spesso e volentieri con il padre, che aggrediva e picchiava. Di scene di violenza ne sono succedute parecchie fino a quando il capofamiglia si è rivolto ai carabinieri e ha raccontato il dramma che lo attendeva a casa. A seguito degli accertamenti i militari dell’Arma, agli ordini del capitano Claudio Scarponi, hanno promosso un percorso di assistenza e recupero nei confronti del 36enne e per lui è scattato anche l’arresto. Due giorni fa è stato sottoposto ai domiciliari in una struttura sanitaria attrezzata per il recupero di persone border line.
Gli episodi di violenza nei confronti del padre si sarebbero verificati per mesi, se non addirittura per un anno con un’aggressività via via crescente. L’uomo non poteva fare granché per difendersi, soprattutto perché i comportamenti del figlio erano assolutamente imprevedibili e le reazioni spropositate rispetto a ciò che avveniva in casa.
Era sufficiente un nonnulla, ha raccontato la vittima ai carabinieri, per dar vita a scenate terribili. Il 36enne (del quale non vengono fornite le generalità) si scagliava contro il padre, rendendosi responsabile di veri e propri pestaggi, e andava anche oltre danneggiando i mobili e lanciando dal balcone piatti e bicchieri. Alla fine è prevalsa l’esasperazione, insieme alla paura che la situazione potesse ulteriormente degenerare. L’uomo ha deciso di riferire tutto ai militari dell’Arma, chiedendo loro di intervenire, pur sapendo che in questo modo avrebbe potuto provocare l’arresto del figlio. L’arrivo dei carabinieri di Pescara Scalo a casa dell’uomo e l’esecuzione dell’ordinanza ha rappresentato la «fine di un incubo, per questo genitore», dicono proprio i militari dell’Arma che già in passato hanno interrotto drammi familiari simili.
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