Picchiano il vicino: allontanamento per padre e figlio

24 Novembre 2018

CIVITAQUANA. Prima lo hanno riempito di botte, poi gli hanno preso il telefonino per fare in modo che non chiamasse i soccorsi. Per questi motivi padre e figlio di Civitaquana, rispettivamente di 44...

CIVITAQUANA. Prima lo hanno riempito di botte, poi gli hanno preso il telefonino per fare in modo che non chiamasse i soccorsi. Per questi motivi padre e figlio di Civitaquana, rispettivamente di 44 e di 21 anni, sono stati denunciati per rapina e lesioni volontarie aggravate e raggiunti da un decreto del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Pescara che li obbliga a stare ad almeno 100 metri di distanza dalla loro vittima.
Il poveretto massacrato di botte per una questione di accesso a una servitù di passaggio è un 57enne che vive al confine con i terreni dei suoi aggressori. Secondo quanto denunciato in seguito ai carabinieri, la sera dell’aggressione l’uomo sarebbe stato anche rapinato. Fatto sta che, colpito con calci e pugni dai padre e figlio e finito a terra in stato di semi incoscienza, l’uomo venne trasportato in ambulanza all’ospedale di Pescara, e qui, in seguito al referto superiore ai 30 giorni di prognosi, le indagini sono partite d’ufficio.
A spiegare quanto era accaduto, è stato il giorno dopo la stessa vittima. E nella tarda mattinata di ieri i due congiunti hanno ricevuto la visita dei carabinieri di Civitaquana, che hanno notificato il decreto del gip di non avvicinamento al soggetto fino a un raggio di 100 metri.