Picchiata dall’ex, finisce al pronto soccorso
Dopo un anno di maltrattamenti, anche davanti al figlio, per il 45enne scatta il divieto di avvicinamento
PESCARA. Insulti, minacce, sputi e anche botte. Ha subito a lungo, in silenzio, senza mai denunciare il suo ex compagno. Ma pochi giorni fa è stata costretta a chiamare il 118 per essere trasportata in ospedale dopo aver subito un’aggressione dall’uomo, e si è convinta che era arrivato il momento di denunciare, per provare a fermarlo.
La sua denuncia ha fatto scattare gli accertamenti degli uomini dell’Arma, coordinati dal capitano Antonio Di Mauro, dopodiché è stata informata la procura e si è arrivati a una misura cautelare nei confronti del 45enne, un operaio pescarese. Gli è stato notificato il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa il che vuol dire che dovrà stare lontano dalla donna.
Il campanello di allarme su questa storia di violenze domestiche scatta quando la donna finisce al pronto soccorso. L’ex compagno l’ha picchiata, l’ha colpita con calci e pugni per cui decide di raggiungere l’ospedale per una serie di accertamenti. Non lo aveva mai fatto prima. Viene medicata, le contusioni e lo stato di ansia provocati dall’aggressione vengono giudicate guaribili in 15 giorni. Ma la vicenda non si chiude lì. Anzi, il peso di un rapporto difficile spinge la donna a liberarsi, a rivolgersi alla stazione dei carabinieri di Pescara Principale. Lì racconta le violenze subite dall’uomo tra il 2019 e il 2020, anche sotto gli occhi del figlio minorenne della coppia. Parla dei motivi banali che fanno esplodere le discussioni con il suo ex, mai avvenute per questioni importanti. Forse i comportamenti del 45enne sono una conseguenza anche dell’alcol, sempre che sia una giustificazione, ma la donna non ne può più di sopportare le umiliazioni verbali e le percosse. Formalizza una denuncia/querela, chiede di essere aiutata, anche perché la situazione rischia di esploderle tra le mani, ha paura per la sua incolumità. Gli accertamenti dei carabinieri partono rapidamente e si concludono in poco tempo, vista la pericolosità dei fatti denunciati, dopodiché gli investigatori chiedono una misura cautelare per contenere l’aggressività dell’uomo ed evitare altri pestaggi, magari anche più gravi, e si arriva al divieto di avvicinamento. (f.bu.)

