Picciano, il parroco muore a 37 anni e dona gli organi

PICCIANO. Il generoso cuore di don José Alir Contreras ha cessato di battere. Il parroco venezuelano di Picciano e Piccianello, 37 anni, era stato colpito nelle scorse settimane da una patologia...
PICCIANO. Il generoso cuore di don José Alir Contreras ha cessato di battere. Il parroco venezuelano di Picciano e Piccianello, 37 anni, era stato colpito nelle scorse settimane da una patologia celebrale ed è rimasto in coma irreversibile diversi giorni prima di spegnersi.
Don Josè era arrivato in Italia per completare la formazione teologica iniziata Mérida, sulle Ande, e conclusa con la specializzazione in bioetica al Pontificio Ateneo Regina Apostolorum di Roma e aveva conosciuto la realtà dell’arcidiocesi di Pescara-Penne nei periodi estivi degli anni di studio. In accordo con il suo vescovo, Baldassarre Enricu Porras Cardozo, aveva iniziato un periodo di collaborazione con la chiesa locale «mostrando subito la sua irresistibile simpatia», afferma Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne, «e una spiritualità genuina che si manifestava in una bella capacità di accoglienza e nella propensione a una serenità caratteristica del popolo latino, ma abbellita e arricchita da una evidente e coinvolgente gioia interiore». Saranno le comunità che ha servito in questi anni come vicario di don Gino Farinelli, poi come parroco, ad animare il rito funebre, che sarà celebrato nella chiesa di Picciano nei prossimi giorni, dopo l’espianto dei suoi organi, «segno», osserva Valentinetti, «di una vita che prosegue a farsi dono e del consenso difficile e amorevole dei suoi genitori, giunti a Pescara poche ore fa, distrutti e sbigottiti, ma disponibili a un gesto così grande».
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