Piccoli Comuni, niente asili nido

La denuncia dell’Uncem: il bando nazionale è parametrato a sessanta bambini
L’AQUILA. «Sul bando nazionale asili nido, che ha escluso i Comuni montani e i centri più piccoli, come denunciato da Uncem a fine giugno 2024, una interrogazione parlamentare ha permesso al ministro Giuseppe Valditara di ribadire un punto politico grave, che già intuivamo. Da lui confermato: il bando ha escluso i piccoli Comuni prevedendo parametri fuori scala per i nostri territori e per i paesi con minor popolazione».
Questo il commento del presidente nazionale e del presidente regionale di Uncem, Marco Bussone e Lorenzo Berardinetti.
«Dunque, niente asili e finanziamenti», hanno proseguito Bussone e Berardinetti, «e anche prevedendo aggregazioni di Comuni, come ha detto il ministro a Uncem, e come Uncem da sempre ha sostiene, nonostante le difficoltà per via della mancanza in Italia di aggregazioni strutturate come Unioni montane e Comunità montane, non si sarebbero raggiunti i parametri del bando, di fatto riservato solo delle aree urbane, grandi e medie. Ma noi, nei territori montani, di asili nido abbiamo bisogno e il Piano di finanziamenti con bando nazionale, 735 milioni di euro per 1.900 interventi in Italia a valere sul Pnrr, non può essere solo per chi già ha asili, cioè i Comuni più strutturati, dimenticando le realtà rurali con meno di cinquemila o tremila abitanti». I presidenti Uncem nazionale e dell’Abruzzo hanno rimarcato che sono assurdi i criteri minimi del bando parametrati sulla popolazione residente nella fascia d'età 0-2 anni di almeno 60 bambini.
«Mettere in condizione i piccoli Comuni di montagna di assicurare l'accesso a tutti i bambini da 8 mesi in poi, significa creare le condizioni affinché le giovani famiglie possano continuare a vivere nel proprio paese senza doversi trasferire, magari attraendone delle nuove. Per ogni bambino che trova spazio in un Nido ci sono almeno tre persone che rimangono a vivere in montagna. Abbiamo chiesto al ministro di attivare un tavolo serio per riorganizzare la scuola nelle aree rurali e montane, dove la crisi demografica impone pensiero e azione, non solo numeri. Ma niente. Neanche ci ha risposto».
E la montagna resta un mondo a parte, come nel film di Riccardo Milani. (c.s.)

