Pienone in spiaggia anche senza stranieri Balneatori soddisfatti

6 Settembre 2020

Boom tra il 5 e il 25 agosto dopo le perdite di giugno e luglio «Ma con le leggi anti contagio lavorare è stato più faticoso»

MONTESILVANO. Perdite ingenti per una stagione breve e senza clienti stranieri. Ma tutto sommato è un bilancio positivo quello tracciato dai balneatori di Montesilvano che, chiuso con buoni risultati il mese di agosto, ora sperano in una coda dell’estate che sia il più lunga possibile.
Dopo i timori della primavera, quando il lockdown ha fatto temere a molti di loro di non poter riaprire le proprie concessioni, e superate le incertezze di giugno, legate ai ritardi sulle disposizioni in materia di anti-contagio, la stagione balneare ha iniziato pian piano a decollare dalla metà di luglio in poi, con un boom registrato tra il 5 e il 25 agosto. E se è ancora presto per fare i conti definitivi sulle perdite rispetto agli anni passati, i balneatori della città adriatica hanno tutto sommato già le idee abbastanza chiare sull’esito di questa estate “particolare”. «Nonostante la possibilità di usufruire di 10 metri di spiaggia libera per compensare la riduzione dovuta al distanziamento e all’erosione», evidenzia Leo Di Giovanni, titolare della Riviera, «comunque abbiamo perso oltre 30 ombrelloni in totale. Inoltre alcuni clienti non hanno confermato il proprio posto perché fino alla fine di giugno c’era ancora troppa incertezza. Di contro, abbiamo lavorato molto bene con gli affitti giornalieri. Rispetto a come era iniziata la stagione, ad agosto è andata bene e ora vedremo settembre. È presto per fare un conto, ma diciamo che se abbiamo perso un 20% rispetto agli anni passati è un grande risultato».
A registrare una perdita molto più importante è stato, invece, Nino Padovano di Gente di Mare. «Noi eravamo abituati ad aprire i primi di aprile e a organizzare tantissimi eventi, tavolate, giochi», ricorda, «quest’anno abbiamo iniziato il 20 giugno, con quasi 3 mesi di ritardo, e solo ad agosto c’è stato il pienone. Per questo posso dire che secondo me, alla fine dell’estate, registreremo un fatturato pari al 30% di quello degli altri anni. Basta pensare che ho dovuto rinunciare a ben 7 dipendenti. Ma va bene così, siamo comunque felici di aver lavorato, soprattutto grazie ai bagnanti locali e ai proprietari di seconde case».
Ad aver lavorato con i montesilvanesi e con i turisti italiani, costretta a rinunciare alla clientela straniera, è anche Pina Silvetti dello stabilimento Bagni Bruno: «Qualcosa è stato sicuramente perso, non solo a giugno, ma anche a luglio e sicuramente a settembre, che sono i mesi in cui di solito c’è più affluenza di stranieri. Se a questo aggiungiamo i ritardi nella partenza della stagione e il fatto che i clienti hanno preferito risparmiare in vista di un autunno incerto, direi che arriviamo a una perdita di circa il 30%. Ma non fa niente, siamo vivi, siamo usciti incolumi da un’estate che sembrava non voler proprio partire, per cui siamo felicissimi. Per quanto mi riguarda mi sono mancate le feste, il ballo, visto che esattamente un anno fa c’è stato il Jova Beach Party. Ma sono certa che l’estate prossima ci rifaremo». Sulla stessa lunghezza d'onda anche Silvia Silvestri di La Saturnia. «È stata una stagione miracolosa se consideriamo le bassissime aspettative», sottolinea, «abbiamo rinunciato a 30 palme e alle feste il pomeriggio. Lavorare è stato molto più faticoso, ma non ci possiamo assolutamente lamentare».
A mostrare soddisfazione per la stagione che sta per concludersi è anche Elio Di Giuseppe, titolare del lido Sabbia d’oro. «Sicuramente abbiamo lavorato meno e con maggiori costi di gestione», evidenzia, «da subito abbiamo scelto di rendere inaccessibile il bar per tutelare il personale, aumentando le consegne sotto l’ombrellone e ai tavoli, ma questo chiaramente ha comportato maggiore lavoro e tempi più dilatati. Ma in compenso ad agosto abbiamo avuto tantissima gente ed è sembrata quasi una stagione normale. Resta l’incertezza del futuro perché, come sappiamo bene noi che lavoriamo nel settore turistico, di solito le crisi economiche iniziamo ad avvertirle l’anno successivo». E se c'è chi è più soddisfatto e chi meno, i balneatori sono oggi tutti accomunati da un'unica speranza: che la fine dell'estate arrivi il più tardi possibile.
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