Pignoli: pronto a chiarire, è solo un equivoco

20 Novembre 2014

Il consigliere è indagato per voto di scambio. E Alessandrini liquida il caso: non ho nulla da dire

PESCARA. «Così come le sentenze non si commentano ma si rispettano, sul punto non ho nulla da dire». La liquida così il sindaco Marco Alessandrini, l’inchiesta sul presunto voto di scambio che ha gettato nella bufera il consigliere comunale della Lista Teodoro, Massimiliano Pignoli.

Un commento lapidario, ma che fotografa il clima interno alla maggioranza di centrosinistra, oggi costretta a fare i conti con l’ennesima tegola dall’avvio dell’amministrazione. Il diretto interessato al momento preferisce mantenere il più stretto riserbo e trincerarsi dietro il silenzio. «Saranno i miei legali a parlare al momento opportuno e a chiarire l’equivoco», è l’unica cosa che riesce a dire Pignoli il giorno dopo la perquisizione in casa e il sequestro di alcuni documenti e del pc del gruppo consiliare. Il suo telefonino è rimasto spento per l’intera giornata di ieri, ma a metà mattinata il consigliere ha fatto capolino davanti al palazzo del municipio, scortato dal capogruppo Piernicola Teodoro.

L’accusa è pesante: promesse di posti di lavoro in cambio di voti. I reati ipotizzati sono voto di scambio e peculato. «Tutta questa storia servirà a fare chiarezza una volta per tutte», rimarca il capogruppo della Lista Teodoro, «abbiamo piena fiducia nella magistratura e fino all’ultimo grado di giudizio è giusto che sia così. La speranza è che i tempi della giustizia siano brevi, in modo da arrivare al più presto a una risposta definitiva».

Poi Piernicola Teodoro la butta sul filosofico: «Quando non c’è la magistratura a dare un giudizio sulla verità, allora non c’è più democrazia ma dittatura. Quindi ben vengano le inchieste. La verità, per chi crede, sta solo nel Vangelo. In sua assenza, bisogna affidarsi alle leggi e a chi le fa rispettare». (y.g.)

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